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Afghanistan, ucciso ex giornalista tv

Torna l’incubo dei talebani in Afghanistan. Questa mattina uomini armati hanno ucciso a Kandahar un ex giornalista.

Ancora una pagina di violenza nella storia tormentata di questo paese: l’Afghanistan. Un territorio dilaniato dalle contese locali e da anni di #guerra, che hanno visto coinvolte le truppe statunitensi e quelle della Nato, accorse in aiuto delle forze locali.

Afghanistan
Marine statunitense tra le rovine di un villaggio afgano

Un unico obiettivo: ripristinare la libertà e il progresso in una Nazione tormentata dalle assurde e terribili leggi della sharia. Un codice etico- religioso che non lascia spazio e che ammanta di religiosità le abnormi ambizioni di gruppi armati spietati.

Una guerra lunga

Dieci anni di #guerra ( 1979-1989) hanno insanguinato le strade delle principali città di questo Paese, condannato anche dalla sua geopolitica, ma soprattutto dalla sua morfologia, ad ospitare i terroristi in fuga dalle Nazioni vicine.

E la violenza ha seminato #paura, morte, anche per le misere vie dei villaggi.Tra le mura di quelle casupole abitate da gente semplice, ancorata spesso a un’economia di sussistenza. Vietata ogni forma di occidentalizzazione, di progresso, dai #talebani.

Una #paura scritta negli occhi delle donne, dei bambini, degli anziani.

Afghanistan
Un anziano

Una paura che oggi, all’indomani del ritiro delle truppe statunitensi, torna a scuotere la popolazione afghana. I #talebani sono lì, pronti a riappropriarsi di questo territorio per loro strategicamente rilevante per il controllo delle vie di comunicazione tra Oriente e Occidente. E lo dimostra il riacutizzarsi di episodi di violenza, come quello di stamattina, specie ai danni di giornalisti.

Nimat Rawan

Si chiamava Nimat Rawan l’uomo ucciso stamane in un agguato a Kandahar, la seconda città dell’Afghanistan. Era un ex conduttore di notizie di ToloNews, la più grande stazione televisiva privata dell’Afghanistan, e da tempo ormai lavorava  per il ministero delle finanze afgano.

 A darne la notizia il portavoce della polizia provinciale, Jamal Naser, il quale ha dichiarato che sono in corso indagini per accertare la responsabilità dell’azione terroristica. Ma, già nei giorni scorsi, il leader dei #talebani, Zabihullah Mujahid, si era scagliato contro “propaganda e trasmissioni unilaterali” da parte di alcuni media.

Solo un tassello

In realtà l’agguato di stamane non é che un tassello del macabro ‘puzzle’ del terrorismo talebano. Negli ultimi mesi, infatti si sono verificati numerosi episodi del genere ai danni di giornalisti, attivisti della società civile, funzionari governativi e giudici.

E il ritorno alle armi dei talebani é un chiaro segnale di ripresa delle ostilità, specie ora che il Paese sarà sguarnito delle forze statunitensi. In soli due giorni, i #talebani hanno catturato un secondo distretto nella provincia settentrionale di Baghlan.

E la loro avanzata, malgrado i ridicoli accordi con gli Stati Uniti, fa chiaramente capire il loro intento: tornare al potere.

Afghanistan
Un’immagine del passato- “Resa Talebani” by famaleonis is licensed under CC BY-NC 2.0

#IrmaSaracino

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