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Gaza, semplicemente l’inferno

Si fa sempre più pesante il bilancio delle vittime a Gaza

Ore di vita, di morte, di pura follia, che scorrono dinanzi alle briciole di quel che resta del tempo. Questo é l’inferno di Gaza dove sono salite a circa 221 le vittime di questa #guerra che sembra non dover finire.

Tra esse cresce il numero dei bambini sepolti dalle macerie. Sono 58 infatti i bimbi palestinesi vittime dei bombardamenti israeliani. Mentre sono 34 le donne perite nei #raid aerei che stanno martoriando ormai da 7 giorni quel lembo di terra.

Molte famiglie abbandonano le loro case in cerca di un rifugio e l’esodo appare come l’unica salvezza

Pioggia di razzi e di bombe

I giorni sono uguali alle notti e il fuoco illumina quel che resta della vita. #Hamas continua a lanciare i suoi razzi alla volta di Israele, mentre Netanyahu legittima i suoi #raid, definendoli mirati e difensivi.

Inutile sperare in una tregua. Il leader israeliano prosegue verso il raggiungimento di quegli obiettivi di cui non chiarisce la portata.

Hamas, da sempre considerato gruppo terroristico anche dall’America, deve essere stroncato. Il prezzo da pagare in termini di vite umane? Molto alto.

Gaza
Gli occhi della guerra

L’elettricità a Gaza comincia a mancare. E le bombe nei recenti raid israeliani hanno colpito anche un ospedale di Medici senza frontiere, oltre all’unico laboratorio anti Covid.

L’attività diplomatica

Dopo il fallimento di ieri dell’ennesima riunione dell’Onu, l’America di Biden sembra recitare il ‘mea culpa’. Blinken telefona a Netanyahu per scongiurare il cessate il fuoco, ma é inutile.

La diplomazia di tutto il mondo é in fibrillazione, mentre emergono quelle verità scomode che squarciano la cortina dell’apparenza.

Il Washington Post denuncia la vendita di armi ad Israele, autorizzata da Biden, per un valore di 735 milioni di dollari. Tutto questo all’insaputa del Congresso, informato della vendita solo lo scorso 5 maggio. Ma ignorata sino alla fine di questa settimana da numerosi parlamentari della Commissione esteri alla Camera.

Erdogan e il Papa

La politica finalmente incontra l‘etica e il leader turco Erdogan telefona al Papa, scongiurando un suo intervento. L’Oriente va incontro all’Occidente, dimenticando le barriere e le differenze religiose.

L’America scrive la storia con le mani sporche di sangue‘, grida Erdogan al Pontefice, considerato figura chiave nel gioco della diplomazia.

Intanto né Hamas, né Israele desistono e i bagliori sinistri della guerra illuminano i cieli del Medio Oriente.

#IrmaSaracino

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