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Né vincitori, né vinti tra Israele ed Hamas

Scattata la tregua tra Israele ed Hamas dopo 11 Giorni di conflitto! Ma impossibile stabilire chi siano i vincitori.

Macerie, dolore e morte. Immagini che scorrono lentamente. Assordanti, come il frastuono dei bombardamenti. E ora questo scenario tragico sembra allontanarsi per cedere il passo a quell’esultanza che segue sempre alla sofferenza, alla tragedia. Alle 2 di questa mattina é scattata infatti la #tregua tra #Hamas e Israele. Si parla di vincitori, di vinti, ma in realtà escono tutti sconfitti. Sconfitti da una logica che non dà spazio all’umano: quella della guerra.

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Quel che resta di Gaza

Il bilancio

E’ tempo di bilanci, mentre solo detriti fanno da sfondo alla vita. #Gaza, una vera prigione per i due milioni di palestinesi che vi abitano, piange i suoi morti: ben 240, tra cui circa 66 bambini.

Israele, invece, forte del suo Airon Dome, annovera solo 12 vittime. Ma questa é la guerra, questa la sua logica che non risparmia nessuno, neppure gli innocenti. E Caino continua ad uccidere.

I danni

I bombardamenti israeliani sulla Striscia hanno provocato danni ingenti al sistema sanitario locale e alle infrastrutture più importanti. Strutture già di per sé vulnerabili e minate dal rigidissimo embargo  imposto da Israele sul territorio governato da #Hamas.

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Vigili del fuoco palestinesi

Negli ultimi bombardamenti è stato colpito l’unico laboratorio di #Gaza in grado di analizzare i tamponi per il coronavirus. Danneggiati o distrutti diversi ospedali e cliniche mediche, che anche dopo la fine del conflitto sarà difficile ricostruire in breve tempo a causa dell’embargo israeliano

L’esultanza, dopo il dolore

Quando si é diffusa la notizia della #tregua una folla esultante si é riversata per le strade di #Gaza, mentre Hamas celebrava la propria vittoria. Canti, balli, esplosioni di gioia. Un copione già visto nel 2014, ma che attende ancora la parola fine.

Intanto, però si teme che questo ‘cessate il fuoco‘ possa essere infranto da uno dei due contendenti, mentre s’intensifica l’azione diplomatica internazionale.

Blinken annuncia la propria visita a Israele, mentre la mediazione egiziana si fa sempre più pressante su Hamas. Gli Stati europei tornano a parlare della creazione di due Stati: uno palestinese e l’altro israeliano. Ma sorgono molte perplessità in merito a una delimitazione territoriale mai accettata da Israele.

Le ore scorrono intense, frenetiche, dense anche di paura. E l’orrore della guerra sembra scritto negli occhi dei bambini, mentre scorrono le immagini desolanti dei bombardamenti.

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Da Gaza, gli occhi di un bimbo

E ci si chiede: durerà?

#IrmaSaracino

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