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La Turchia é fuori dalla Convenzione di Istanbul

Arriva l’annuncio ufficiale della Turchia di Erdogan. Fuori dalla Convenzione di Istanbul , unica arma di difesa delle donne turche contro la violenza.

Sempre più isolata e lontana da quell’Europa tanto ambita, la Turchia di #Erdogan mostra il suo vero volto e scopre i podromi di una ‘cultura’ ancorata a pseudo-valori anacronistici e repressivi. Lo fa violando ogni libertà: di stampa, di parola, ma soprattutto di genere.

E le proteste dei tanti giornalisti, colpiti dalla scure del regime di Erdogan, affondano nella palude di un potere discutibile e sempre più assolutistico.

Uomini, donne scendono in piazza, rivendicando i propri diritti, anelando a quella libertà che ormai é loro negata.

Turchia
Manifestanti turche contro violenza sulle donne

Erdogan, sempre più discusso dal mondo occidentale, mostra i pugni e non indietreggia.

La convenzione di Istanbul

La decisione del governo turco di abbandonare la Convenzione di Istanbul é ormai un’amara realtà. E’ di poco fa infatti l’annuncio ufficiale, che esplode come una mina nel deserto dell’indifferenza. Dopo una battaglia legale, durata mesi, Erdogan ha trionfato.

E quel trattato internazionale, stipulato nel 2011 nella capitale turca, volto a prevenire la #violenza contro le donne, appartiene ormai alla storia passata di un Paese che viola i diritti umani.

‘Continueremo la nostra lotta, ha dichiarato Canan Gullu, presidente della Federazione delle associazioni femminili turche, ma la battaglia, iniziata già a marzo scorso, appare disseminata di ostacoli insormontabili.

Le donne in Turchia

I femminicidi sono all’ordine del giorno in Turchia ( almeno 3 al giorno) e la #violenza domestica, perpetrata ai danni delle donne, é una costante che non scuote evidentemente le coscienze dei signori uomini.

Relegate a un ruolo marginale nella società turca, che legittima persino la mutilazione dei genitali femminili, le donne si ribellano a questa violenza immotivata e ancorata a un maschilismo ancora imperversante.

Scendono in piazza, in migliaia, e gridano il loro diritto alla vita. Rivendicano quella #parità di genere, che per i conservatori del partito di Erdogan mina la stabilità delle famiglie.

Turchia
Le manifestazioni di marzo

Alcuni vedono anche la Convenzione come una promozione dell’omosessualità attraverso il suo principio di non discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale. Omosessualità che, anche se largamente diffusa nel Paese, é considerata una minaccia, una piaga sociale.

Le reazioni dell’Occidente

La notizia, esplosa questa mattina, ha destato la reazione immediata dell’UE che, già nei mesi scorsi aveva espresso tutta la sua preoccupazione per l’aumento delle narrazioni omofobe da parte di alcuni funzionari di Erdogan.

Ma, alla luce dei recenti comportamenti del leader turco, anche nell’ambito dei rapporti diplomatici internazionali, c’é da giurarci che ancora una volta la Turchia scriverà un’ignominiosa pagina di Storia.

E quella #parità di genere, cui tutte noi aneliamo anche in quello che chiamiamo mondo civile, sarà solo un vago miraggio, offuscato dalle cupe nubi dell’ignoranza.

#IrmaSaracino

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