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Azzurro per l’orgoglio italiano

Il ritorno dei nuovi eroi ieri a Roma ha colorato di azzurro l’orizzonte di questa sofferta Italia.

Eravamo tutti lì, inchiodati ai nostri teleschermi, a soffrire, gioire, sperare nelle calde notti estive di questa estate italiana. Eravamo lì a cercare quel riscatto identitario di una Nazione, spesso criticata, ma che ha scritto nei secoli la Storia.

Una Storia intrisa di Arte, cultura, stile e bellezza. Ma anche scritta con la capacità dei nostri connazionali, sparsi in tutto il mondo, di credere nella propria Patria.

L’orgoglio degli Italiani

E l’orgoglio italiano é tornato a brillare nel mondo con un colore nuovo: l’azzurro. Azzurro dei nostri giocatori che, dopo 53 anni, hanno saputo coronare il sogno della #vittoria agli #europei di calcio 2020.

Il momento della vittoria- foto condivisa dal New York Times

Azzurro di Matteo Berrettini che ha sfidato nellla leggendaria Wimbledon il numero 1 del tennis mondiale. E l’azzurro dei tanti sportivi che raggiungono mete straordinarie, portando sempre più in alto il nome della nostra #Italia.

Una Nazione che ha scritto il Rinascimento e che ha saputo sempre rialzarsi con rinnovato splendore dalle traversie dei momenti difficili.

Il mondo e noi

Da New York a Edinburgo, da Parigi a Roma, l’urlo della vittoria é risuonato, riempiendo l’aria di una nuova energia. La sofferenza della pandemia non ha scalfito il nostro orgoglio e la commozione è apparsa visibile sui volti di tutti.

I media mondiali hanno salutato la #vittoria italiana, evidenziando la coesione e la forza indomita di questi 26 giovani guerrieri. Tutti ugualmente protagonisti, tutti pronti a scendere in campo. E il gigante Donnarumma, artefice del trionfo azzurro, con la sua leggendaria parata dell’ultimo rigore inglese, é stato insignito del giusto riconoscimento. Migliore giocatore assoluto di questi #europei.

Le lacrime di Roberto Mancini

Le lacrime di Roberto Mancini, ct della nostra Nazionale, hanno fatto il giro del mondo. E quell’abbraccio con Gianluca Vialli, l’amico di sempre, é divenuto il simbolo di una Nazione che sa soffrire, ma sa trionfare.

Il trionfo celebrato a Roma

Roma, sulle orme del suo remoto passato quando il ‘trionfo‘ era il giusto riconoscimento della grandezza di suoi condottieri, ha salutato ieri i suoi ‘guerrieri’ con un entusiasmo irrefrenabile.

Si sono aperte anche le porte del Quirinale e di Palazzo Chigi, dove le più alte cariche del nostro Stato hanno avuto parole di elogio per questi giovani. E il presidente Mattarella, prima, nonché l’impassibile Mario Draghi, dopo, hanno ceduto all’emozione del momento e la gioia é esplosa.

Poi, un bagno di folla, nella calda serata della Capitale.

#IrmaSaracino

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