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Belfast, dopo il sogno, l’incubo azzurro

L’Italia delude nuovamente nello scontro con l’Irlanda del Nord. Delirio dei tifosi irlandesi al Windsor Park di Belfast.

Come é amaro il ricordo dei giorni del trionfo, quando la disfatta assume i toni e i colori dell’incubo! Ma i sogni, si sa, svaniscono rapidamente e la realtà si presenta in tutta la sua crudezza, facendo notare quelle carenze ignorate, nell’entusiasmo della vittoria. Ieri sera Belfast, nella partita tra la nostra nazionale di #calcio e quella dell’Irlanda del Nord, é stata spettatrice della debacle azzurra.

Un pareggio, il risultato finale. Uno 0-0 che ha il sapore e il peso dela sconfitta!

Belfast

“Roberto Mancini” by l3o_ is licensed under CC BY-NC-SA 2.0

La nazionale di Roberto Mancini delude ancora una volta e, nella qualificazione per i mondiali 2022 in Qatar, precipita nell’incubo del play off. Si va agli spareggi, questa volta con la formula del Final Four.

Un gioco che non c’é

Se il gioco del calcio, universalmente, attanaglia gli spettatori e scatena il delirio dei tifosi sugli spalti, é proprio per quella energia, quella forza che irradia dal calciatore. E ogni attimo, ogni secondo può siglare il trionfo o la disfatta.

E proprio questa energia é mancata ieri sera alla #nazionale italiana di calcio nella notte di Belfast. Due tempi, lunghi, privi di azioni goal, caratterixzzati da un palleggio continuo e improduttivo. E, poi, la paura, l’ansia di non farcela a centrare la porta avversaria.

E’ mancato tutto in campo. E’ mancata una regia in centrocampo, una costruzione intelligente di azioni mirate e veloci. Fulminee, rapide, efficaci. Solo sparuti e fiacchi tentativi che hanno cancellato i dolci ricordi dei nostri eroi delle notti magiche degli #europei. E non é servito a nulla il tiro cross di Di Lorenzo, nei primi minuti dell’incontro, deviato in corner da Peacock-Farrell.

Ma, soprattutto, é emersa quella carenza di centroavanti, già manifesta agli #europei, dove la staticità di Immobile é passata inosservata grazie all’energia dei suoi compagni.

Il non gioco dell’Italia ha dato un volto terribile alla partita. Un gioco lento, monotono, stucchevole.

I miti, gli eroi degli europei si sono spenti sempre più e solo i cambi disperati del ct Mancini hanno vivacizzato il match. Anzi le uniche azioni goal sono state quelle della squadra avversaria.

La prima, nella ripresa, ad opera di Saville, ma Donnarumma ha salvato il nostro onore con una ragguardevole parata. Poi, negli ultimi minuti, il pasticciaccio. E solo l’impeccabile destrezza di Bonucci ha evitato che il tiro di Washington si trasformasse in goal.

Il trionfo della Svizzera

Attimi di delusione, momenti da dimenticare e, infine la notizia che cancella ogni speranza: il trionfo della Svizzera sulla Bulgaria. Un 4-0 scontato, in linea con le prestazioni della nazionale elvetica.

E’ il crollo definitivo. Mentre il fischio dell’arbitro scrive la parola fine su un copione terribile, cala il sipario su un sogno azzurro che ormai appartiene al passato e il ricordo nostalgico dei grandi centroavanti di un tempo lontano é l’unica consolazione del momento.

#IrmaSaracino

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