Segnala a Zazoom - Blog Directory

Ieri sera al via il Taranto Opera Festival

Al Teatro Fusco di Taranto ieri sera primo appuntamento con l’Opera #lirica. Sulla scena due opere: Suor Angelica, di Puccini, e Cavalleria rusticana, di Mascagni.

Protagoniste della scena del teatro Fusco di #Taranto ieri sera due donne: Angelica, suora per coercizione familiare e Santuzza, donna del popolo, schiava di un amore folle.

Entrambe vittime, entrambe assetate di amore. La prima, di alto lignaggio, costretta ad entrare in clausura per aver messo al mondo un figlio, poi sottrattole. La seconda vittima di se stessa e di un’insana passione.

Due opere liriche, di indiscutibile valore, che portano la firma di autori sacri al patrimonio lirico internazionale. Puccini, autore di Suor Angelica e Pietro Mascagni, che ancora scuote e commuove con l’intramontabile musica della sua #Cavalleria Rusticana.

ieri sera
Giacomo Puccini

Ma protagonista assoluta é stata la passione, declinata in formule diverse. Quella viscerale di una madre per il figlio, come nel caso di Suor Angelica e quella legata alla fisicità di Santuzza nella #Cavalleria.

Personaggi e interpreti

Un impatto scenico ambientale di sicuro effetto, quello curato dallo scenografo Damiano Pastoressa, già noto al pubblico tarantino per le scenografie dell’edizione estiva di questo festival che ha il merito di aver riportato il melodramma a #Taranto. E una regia, quella di Luigi Travaglio, fedele ai contesti storici delle opere rappresentate.

Un impatto che ha saputo ricreare, nel caso di Suor Angelica, le atmosfere di un convento di clausura, perso nel tempo e nello spazio.

In questo ambiente, intimo, quasi caldo, le vibrazioni emotive non sono mancate, grazie alla potenza vocale della protagonista, Antonia Cifrone, che ha saputo immergersi nel personaggio dandogli un nuovo colore e caricandolo di pathos.

Ieri sera
Antonia Cifrone nelle vesti di Suor Angelica in un’edizione del 2009

Un pathos che, comunque é arrivato alla platea, malgrado le stonature finali del coro, forse dimentico del suo ruolo angelico. Un coro, quello del Bitonto Opera festival, diretto dal maestro Giuseppe Maiorano, che non ha convinto nessuno, neanche i più sprovveduti, musicalmente parlando.

Comunque, scroscianti gli applausi del pubblico alla fine di questa prima rappresentazione.

Cavalleria Rusticana

Poi… l’emozione tanto attesa, sublimata dalle note dolci e struggenti della musica di Mascagni! Una melodia egregiamente eseguita dall’Orchestra del Taranto Opera Festival, diretta dal maestro Giuseppe Acquaviva. Una voce nelle voci, che ha saputo dominare l’azione scenica, permeandola, quasi strutturandola e conducendola verso un tragico finale.

Sulla scena ancora lei, Antonia Cifrone, nei panni di Santuzza, femmina, donna, ma vera. Tumultuosamente innamorata, straordinaria nelle sue conflittualità.

E, di fronte a lei, Turiddu, giovane amante, innamorato ancora della sua Lola. Un Turiddu vocalmente potente, interpretato dal Ugo Tarquini, padrone della scena e della musica.

Un crescendo di emozioni legate alla vita reale e, soprattutto , a un tessuto sociale ed a una raltà contadina forte e passionale, quale quella del profondo sud.

Una passionalità che si esprime poi, nella fase finale, in un duello d’onore da cui esce vittorioso Alfio, marito delle fedifraga Lola e mirabilmente interpretato da Luca Simonetti.

Turiddu muore e, con lui, cala il sipario sulla vita e sulla scena.

Insomma, un tessuto narrativo-musicale scorrevole, intenso, ma coinvolgente, reso appieno dal regista e dagli interpreti.

#IrmaSaracino

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: