• Ven. Mag 20th, 2022

Russia-Usa, un botta e risposta che preoccupa

Russia

Cresce la tensione tra Russia e Usa per la crisi in Ucraina. Escalation di reciproche accuse ieri all’Onu.

Tra smentite e reciproche accuse, in merito alla crisi in #Ucraina, faccia a faccia ieri all’#Onu tra i delegati di Russia e Usa. Un incontro fortemente voluto dagli Stati Uniti e dai Stati membri della Nato, con l’intento di trovare una soluzione pacifica a una crisi che pare avvicinarsi sempre più a una #guerra nell’Europa orientale.

Russia
Bandiera dell’Onu

Una ‘trovata di pubbliche relazioni‘ per la Russia, che ha respinto l’incontro nella fase iniziale, ovviamente con l’appoggio della Cina.

Pugno di ferro, quindi, di Mosca che ha ben 100.000 soldati al confine con l’Ucraina.

Le accuse reciproche

In un clima di grande tensione quindi l’incontro ha avuto luogo, ma decisamente i risultati non sono stati quelli sperati. Il proverbiale ‘riserbo’ russo ieri infatti si é espresso nella sua formula peggiore, negando ogni propria supposta intenzione di un’invasione militare della confinante #Ucraina.

E, anzi, il delegato russo ha avuto parole abbastanza pesanti nei confronti dell’Occidente, reo a suo dire, di aver alimentato le tensioni internazionali sull’Ucraina. Ma l’affondo ha colpito proprio gli Stati Uniti, colpevoli di aver favorito il potere di ‘nazisti puri’ a Kiev.

Ovvia la reazione piuttosto animata dei delegati degli altri Stati membri delle Nazioni Unite. Questi infatti hanno sollevato la questione dell’ammasso crescente di militari russi al confine meridionale, chiedendone le motivazioni.

La risposta russa? Scontata. Semplici esercitazioni militari.

Insomma un epilogo davvero deludente per quello che appariva come il tentativo estremo di una soluzione diplomatica della crisi.

Menzogne o verità?

Nel carosello di notizie che arrivano sia dalla Russia di Putin che dagli Usa, molte delle quali velate da menzogne circostanziali, si respira sempre più aria di #guerra.

Biden tuona che gli Stati Uniti sono ‘pronti a tutto’. E promette l’invio di un ulteriore contingente di militari, oltre agli 8,500 che affiancano le forze nato.

Putin, tramite il proprio vice ministro degli Esteri, Aleksander Grushko, smentisce la notizia di aver presentato agli Usa una risposta alle loro richieste. Volte a una soluzione della crisi ucraina.

Boris Johnson, forse nell’estremo tentativo di sopire le polemiche intorno a lui, volerà a Kiev. Pronto a difendere ufficialmente la sovranità dell’#Ucraina. E, in quell’occasione si farà portavoce degli sforzi dell’Occidente per scongiurare un’invasione russa.

Insomma tanti i tasselli di questo puzzle scomposto che trovano difficoltà d’inserimento in una cornice sempre più malandata e instabile. Le accuse reciproche sono tante e, ancora di più, le minacce.

Intanto c’é attesa per il colloquio telefonico tra il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, e il segretario di Stato Usa, Antony Blinken.

#IrmaSaracino

Immagine principale :“Deep Winter in Kiev” by Trey Ratcliff is licensed under CC PDM 1.0