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Raid notturno Usa in Siria

DiIrma Saracino

Feb 3, 2022
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Nella notte di ieri le forze speciali statunitensi hanno condotto un raid antiterrorismo nel nord ovest della Siria

Una ‘ missione di successo’, questa la definizione, data dal #Pentagono del raid notturno compiuto dagli #Usa la notte scorsa nel nord ovest della Siria. Un’operazione dettata dalla necessità di arrestare l’avanzata del terrorismo sul martoriato territorio siriano.

Il comunicato

A darne la notizia, il portavoce del #Pentagono, John Kirby, che ha sottolineato il successo dell’azione.

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John Kirby

Il comunicato , dato in via ufficiale dall’addetto stampa del Pentagono, é stato breve e conciso, privo di dettagli. Kirby, comunque, ha rassicurato i presenti che non vi sono state vittime tra i soldati statunitensi ed ha garantito ulteriori informazioni.

L’area dell’attacco

Il raid é stato mirato e volto a colpire obiettivi ben precisi. Teatro dell’operazione infatti é stata la provincia nord occidentale di #Idlib, purtroppo a tutt’oggi sotto il controllo dei ribelli. E ciò in ragione anche del fatto che la città siriana é la patria di diversi affiliati ad al-Quaida.

Il Pentagono non ha fornito informazioni sul bilancio delle vittime locali, né se ve ne siano state tra i civili. Il silenzio, almeno per il momento, avvolge le dinamiche e l’esito del raid.

Le testimonianze

Gli unici dettagli vengono forniti dagli abitanti del posto che raccontano di un massiccio attacco di terra. E, a parlare, é anche un funzionario americano che ha fornito qualche particolare sulle difficoltà dell’operazione militare statunitense.

Sembra comunque, anche sulla base delle informazioni date dall’Osservatorio siriano sui diritti umani che il combattimento, di vaste proporzioni, abbia avuto luogo nei pressi di un edificio, vicino ad Atmeh. E, purtroppo ci sarebbero ben 9 vittime tra i civili.

Le truppe della coalizione, guidate dalle forze speciali statunitensi, utilizzando elicotteri, sarebbero sbarcate proprio nell’area di questo edificio, preso d’assalto anche da droni, oltreché dagli elicotteri.

Le ragioni

Al momento solo ipotesi possono spiegare le ragioni di questa vasta operazione. Che, a una prima lettura, s’inserirebbe nel quadro di una ripresa dello Stato Islamico. Sembra, infatti, che questo stia cercando di stabilire un califfato in territorio siriano, facendo leva sulle molteplici e contrastanti forze che agiscono in zona.

Un governo centrale che non garantisce sicurezza al Paese, interessi geopolitici degli Stati confinanti e, soprattutto, il malcontento della popolazione.

Una popolazione provata da 10 anni di guerra, spesso costretta all’emigrazione da una povertà estrema e da una totale mancanza di sicurezza.

Un quadro quindi di instabilità, degrado e lotta per la sopravvivenza tra le macerie di una Nazione che un tempo era il fulcro della cultura.

#IrmaSaracino