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Kherson, un risveglio tragico

DiIrma Saracino

Mar 3, 2022
Kherson

I carri armati russi sono sfilati dinanzi agli occhi degli abitanti di Kherson. La città é ormai nelle mani dei russi

Dopo un’eroica resistenza la città ucraina di Kherson, centro strategico dell’Ucraina meridionale, é caduta nelle mani di #Mosca. A darne la notizia al New York Times, il sindaco Igor Kolykhaev, e un alto funzionario del governo ucraino.

Mentre c’é attesa per il nuovo faccia a faccia tra la delegazione ucraina e quella russa per cercare di risolvere definitivamente questa #guerra assurda, l’alba si é tinta dei colori della disfatta per gli abitanti di Kherson. Una città di circa 300.000 abitanti, strategicamente importante per i russi per il controllo della parte meridionale dell’Ucraina.

Dopo una notte di combattimenti, il sangue ha colorato di rosso il candore della neve, mentre una timida luce ha scoperto quel che restava di vite umane.

Corpi disseminati ovunque, donne, uomini, persi nell’ultimo atto di eroismo. Fotografati dalla morte, per sempre.

Un nuovo giorno

Scene di eroismo hanno riempito gli spazi della memoria, mentre nella notte di Kherson scorreva la violenza, impadronendosi del palcoscenico della vita.

Bandiere ucraine sventolate dinanzi ai carri armati russi, bombe molotov lanciate dai balconi degli abitanti. Stralci di una lotta disperata in nome di una libertà negata.

Poi, la dura realtà della disfatta si é presentata agli occhi dei cittadini in tutta la sua crudezza.

Kherson
Una notte di fuoco

E la luce di un nuovo giorno ha illuminato 10 ufficiali delle forze nemiche che sono entrati negli uffici municipali e hanno comunicato al sindaco le loro intenzioni. Costituire un’altra amministrazione che ricalchi le linee di quelle delle regioni separatiste di Donetsk e Lugansk.

‘Un esercito di bambini’

E, mentre i bombardamenti, a ritmo incessante, colpivano la città di Kiev, un nuovo video del presidente Zelensky, in tarda serata, ha incitato gli #ucraini alla resistenza. Nel video il presidente ucraino si é rivolto ai russi, esortandoli ad abbandonare questa #guerra da loro non voluta.

Molte infatti, tra i militari russi, le defezioni e anche quelli catturati, poco più che bambini, sono smarriti, confusi, annientati dagli orrori dei combattimenti.

La grande fuga, il dolore, le lacrime

Al fragore delle esplosioni si contrappone lo scenario di un’umanità in fuga. Un popolo che cerca la salvezza. In prevalenza donne, bambini. Fino ad oggi, secondo le stime dell’Onu, sarebbero infatti circa un milione i profughi #ucraini. Un’umanità allo sbaraglio, colpita da una #guerra voluta da un uomo solo.

E di fronte alle scene di lacerante dolore, alle lacrime dell’abbandono e della sofferenza, ci chiediamo: quando e come finirà?

#IrmaSaracino