• Mer. Ott 5th, 2022

Prete ucraino parla delle torture subite dai russi

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Catturato dai russi, padre Serhiy Chudynovych di Kherson racconta in un video gli orrori di quei momenti

In un video messaggio, postato su Facebook, Serhiy Chudynovych, prete della Chiesa ortodossa ucraina, catturato dai #russi il 30 marzo scorso, rivela gli orrori delle #torture inflittegli.

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Immagine presa dal video condiviso anche da Ukrinform

Noto personaggio pubblico a Kherson a attivo sul territorio, il sacerdote, che é rettore della Chiesa della Beata Vergine, era stato arrestato in chiesa alle 8,30 ( ora locale) della mattina di quel fatale 30 marzo.

Il racconto

Il tono é pacato, ma lo sguardo é spento, sofferto mentre il prete ortodosso parla nel video del dolore e della sofferenza di quei momenti.

“Sono stato accusato di aver partecipato alle attività di sabotaggio e a gruppi di ricognizione delle Forze armate ucraine– rivela con amarezza- accusato di essere un membro della difesa territoriale. Questo non è vero, certo– s’interrompe mentre i ricordi dolorosi sembrano fluire dai suoi occhi, dalla sua voce quasi sommessa- Hanno detto , mentre i colpi di manganello cadevano sulle braccia, che la mia vita era finita, che mi avrebbero ucciso.”

Breve pausa, poi riprende:” Mi hanno portato in un’altra stanza … e lì hanno iniziato a battermi sul cuore con un manganello “.

Le torture

Le mani legate dietro la schiena, il sacerdote ha subito ulteriori violenze fisiche e psicologiche, mentre le minacce e le percosse s’intensificavano. Gli é stata negata la possibilità di bere, solo Vodka, mentre i suoi aguzzini lo denudavano, minacciandolo di stupro qualora non avesse collaborato con loro.

Poi, il panico ha avuto la meglio su di lui e ha deciso di collaborare. Qualche ora dopo, il rilascio.

Chudinovich china gli occhi mentre parla, provato dall’orrore di una #guerra assurda. E il pentimento per aver ceduto alle #torture é palese, tangibile.

Rivela di essere tornato alla sua usuale quotidianità per circa una settimana, ma, fuggito da Kherson, ha deciso successivamente di rivelare ogni cosa alla polizia ucraina.

Un giorno indimenticabile

Una mattina come tante, nello scenario terribile della #guerra. Ma quel 30 di marzo é rimasto scolpito in maniera indelebile nella mente di questo prete.

Kherson era ormai in mano ai #russi e i rappresentanti delle forze di ‘polizia’ facevano irruzione ovunque per catturare o uccidere i cospiratori o quelli che ritenevano tali.

Fecero irruzione in chiesa e cominciarono a perquisire tutto, ogni angolo, ogni documento. Dio non c’era in quel momento. E Chudinovich venne catturato.

Ma, la sera di quello stesso giorno, il prete venne rilasciato.

#IrmaSaracino