• Gio. Lug 7th, 2022

Il teatro di Dario Fo di scena ieri sera a Taranto

teatro

Al teatro Tarentum di Taranto ieri sera successo dell’atto unico del nostro premio Nobel: Non tutti i ladri vengono per nuocere

Comicità esilarante, interpreti calati nei loro personaggi, teatro gremito, questi gli ingredienti che hanno decretato il successo ieri sera, a Taranto, dell’atto unico di Dario #Fo: Non tutti i ladri vengono per nuocere. Portato in scena dalla compagnia di recente formazione, Capitolo Primo.

teatro
Locandina dell’evento

Un pezzo scritto dal nostro indimenticabile ‘giullare’ e rappresentato per la prima volta nel lontano 1958 al Piccolo di Milano.

Un’opera nella quale si esprime tutta la creatività e la pungente satira di Dario Fo, attraverso un intreccio denso di colpi di scena , caratterizzato da un dinamismo coinvolgente , che incatena il pubblico. Lo sorprende. Lo diverte

Echi plautini

L’autore recupera i toni e gli imprevedibili intrecci del teatro plautino, della commedia dell’arte, nonché del teatro popolare, dando loro un nuovo spessore. Numerosi infatti i #temi trasversali all’interno dell’opera, ovviamente calati nell’Italia perbenista e ipocrita dell’epoca.

Un’Italia in cui il valore della famiglia borghese è solo una struttura falsamente costruita, un’immagine ipocrita e amorale ( si pensi ai 4 coniugi amanti).

teatro
Una scena della rappresentazione

Attraverso i canali di una #comicità farsesca quindi l’autore riesce, sia pure con toni esasperati, a fornirci il quadro di questa Italia bigotta e conservatrice, che non consente il divorzio.

E l’illegalità, rappresentata sulla scena dal ladro, è l’unico modo spesso per sopravvivere in una realtà sociale dominata da una borghesia che sfrutta i ceti meno abbienti.

Una performance convincente

Di fronte a #temi così rilevanti diviene significativo il ruolo degli attori che agiscono sulla scena con ritmi serrati, in un dialogo spesso improvvisato( appunto secondo la tradizione del meta teatro plautino).

Ma ieri sera, malgrado le perplessità iniziali, la compagnia Capitolo Primo, abilmente coordinata da Emilio Spina, ha letteralmente trascinato il pubblico nella sua esilarante performance. Divertendosi e facendo divertire.

Spina, convincente interprete dell’avvocato-assessore, ha condotto gli interpreti nella rappresentazione scenica, che è divenuta uno squarcio di vita. E ognuno ha dato il proprio contributo, in termini di inventiva, al personaggio interpretato.

Dalla frizzante interpretazione di Agata Fasano, moglie del ladro, alla caratterizzazione sapiente della moglie dell’assessore, resa da Francesca Tamburrino, tutti gli interpreti hanno fatto a gara per dare un colore e uno spessore soggettivo ai personaggi.  Tutto in maniera calibrata e poco percettibile da parte del pubblico.

Perché il teatro è anche questo, non solo finzione scenica o rappresentazione dettata da rigidi copioni., ma vita reale. Squarcio  di una quotidianità nel quale lo spettatore si identifica, immedesimandosi nel personaggio a lui più vicino.

L’epilogo, il tributo del pubblico

Il tributo della platea ha gratificato gli sforzi compiuti da questi attori improvvisati, ma convincenti. Scroscianti infatti gli applausi che hanno scritto la parola fine sulla scena di una rappresentazione ancora attuale.

E Dario Fo, così, é tornato prepotentemente a parlarci di vita.

#IrmaSaracino