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Lyman liberata 24 ore dopo la farsa di Putin

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Le truppe ucraine hanno liberato ieri la città di Lyman, nel Donetsk, una regione definita da Putin ‘per sempre russa’

Un vero smacco per lo zar Putin! Solo 24 ore dopo la coreografica cerimonia celebrativa dell’annessione di quattro regioni ucraine alla #Russia, la città di Lyman, nel Donetsk, é stata riconquistata dalle truppe di Kiev.

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Apoteosi celebrativa di una vittoria che non c’é

Ma che figura!

Brillano ormai sotto il sole che illumina la città di Lyman i colori della bandiera ucraina. Mentre l’ombra della disfatta avvolge la ritirata delle truppe russe da una città di grande importanza strategica per il controllo del Donetsk. Per intenderci una delle 4 regioni definite enfaticamente dallo zar ‘per sempre russe’.

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Il ritiro dei carri armati russi

Una debacle terribile che fotografa la realtà di una guerra assurda, non voluta dai russi. Una guerra che miete vite e semina distruzione per la logica delirante di un uomo solo.

Un uomo capace di distorcere i fatti, ma pericolosamente determinato nei suoi intenti, anche contro i suoi stessi ‘sudditi’

Dopo il referendum, la grande farsa della cerimonia

Dopo un referendum forzato, lo zar ha voluto venerdì scorso dare la comunicazione solenne al ‘suo popolo’ dell’annessione alla grande #Russia di quattro territori: Luhansk, Kherson e Zaporizhzhia, Donetsk

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Il momento dell’Inno nazionale

E, ovviamente, in linea con gli standard imperialistici di questo piccolo uomo, una cerimonia fastosa, suggellata da un bagno di folla e da un grande concerto, ha siglato la solennità del momento.

Il finale? Scontato. Il discorso trionfalistico dello zar, naturalmente mirato a demonizzare l’Occidente, nella ormai usuale legittimazione di una guerra in cui nessuno crede, salvo qualche fanatico sanguinario.

Una realtà diversa

Ma la realtà, talvolta, sa essere amaramente grottesca. E, solo dopo 24 ore, i fatti hanno squarciato il velo della falsa propaganda di regime. La ritirata delle truppe russe da Lyman infatti é stata ammessa anche dal ministero della Difesa russo, con sommo e immaginabile imbarazzo per #Putin.

Verso il declino?

Sempre più solo e odiato anche da quelli che un tempo lo osannavano, l’ex spia cerca inutilmente alleati in campo internazionale. Ma anche l’enigmatica Cina sembra non condividere i suoi abusi di potere e persino Erdogan gli volta le spalle.

Così, alla ‘belva ferita’ non rimangono che momenti di crudeltà insana. Ordina massacri di civili e colpisce anche chi, tra la popolazione russa, osi disobbedirgli. Siamo all’epilogo? Si spera.

L’ultimo imperatore

Ma quale sarà il prezzo che il mondo dovrà pagare? Le minacce di un ricorso ad armi nucleari si intensificano e da un uomo, ormai alle ultime battute, c’é da aspettarsi di tutto.

Putin e la Storia

Il nostro Vladimir, assetato di gloria e di #Storia, ha commesso troppi errori. La sua lettura del passato infatti é stata fallimentare e obnubilata da quella sua insana megalomania che lo ha portato sì ai vertici, ma che potrebbe anche rappresentare il suo declino. Perché un potere imposto a discapito delle libertà, mendace e coercitivo é già di per sé fallimentare.

E la #Storia ama ricordare i grandi e non i mediocri.

#IrmaSaracino