• Gio. Feb 2nd, 2023

Giorgio, impossibile dimenticare

giorgio

In un’intervista tutta la rabbia di un padre che ha visto spegnersi, a soli 15 anni, il piccolo Giorgio. Una delle tante vittime dell’inquinamento a Taranto.

‘Non credo più ai dati statistici’ afferma Angelo Di Ponzio, padre di Giorgio., In risposta alla mia osservazione sulle notizie rassicuranti che indicano un miglioramento dell’aria a #Taranto. E nei suoi occhi c’è tutto il #dolore, la sofferenza del ricordo.

giorgio
Il dolore, la sofferenza in uno sguardo

La sua voce è spenta, apparentemente pacata, talvolta incrinata da una sofferenza  inestinguibile. Giorgio è qui, tra noi, con i suoi 15 anni, con la sua voglia di vivere, il suo sorriso. E nelle parole del padre  c’è tutta la tragedia, comune a tanti genitori di #Taranto, di un uomo che ha visto la vita del proprio figlio spezzata. Stroncata da un Sarcoma.

Taranto, così torna alla ribalta, con i suoi mostri, con quell’acciaieria che continua ( come denunciato dai dirigenti locali di Legambiente), malgrado i dati e le notizie rassicuranti, a mietere vittime.

Morire a 15 anni

Era il 2019 quando Giorgio, dopo tre anni di lotta contro quel male terribile, chiuse gli occhi per sempre. E il #dolore di una città, calpestata dalla scelta terribile tra vita e lavoro, esplose in tutta la sua forza.

Tanti i nomi delle giovani vittime di un’industria costruita a ridosso di una città, ma soprattutto tanta l’indifferenza di chi agisce solo in virtù della logica del guadagno.

Fiaccolate silenziose, illuminate solo da tenui fiammelle di vite spezzate, le voci dei media, pronte a navigare l’onda del momento, riempirono il silenzio omertoso di chi sa e ignora volutamente.

Ma, da allora, Angelo Di Ponzio continua a lottare, continua a operare con la sua Associazione: Giorgioforever. Tutto, per quel sorriso, dipinto dall’artista Jorit in un murales in un quartiere della città. Tutto per non dimenticare, ma anche per la vita di tanti altri.

giorgio
Il murales di Jorit al quartiere Tramontone di Taranto

L’intervista

‘Si può collegare il Sarcoma dei tessuti molli all’ #inquinamento?’ chiedo ad Angelo.

‘Sì- mi risponde- la scienza, i medici, lo collegano alla diossina’

Poi mi racconta. Il percorso, il calvario di quei tre anni di lotta. La diagnosi, in un ospedale di Bari. La corsa verso la speranza a Milano. L’intervento.

‘Sembrava che l’asportazione del Sarcoma fosse riuscita- continua con tono sommesso- ma dopo qualche mese, il 2 agosto,  l’amara verità’.

‘ Tornammo a Milano e l’analisi della protuberanza, manifestatasi sulla gamba di Giorgio, rivelò la presenza di metastasi, anche al polmone’

Un attimo di silenzio, quindi interrompo il racconto di Angelo così vivo, così sentito. Un atto dovuto, perché un #dolore così grande impone il rispetto.

La Fondazione, gli obiettivi

Da allora, tante le iniziative e le manifestazioni promosse dall’Associazione Giorgioforever.

 ‘L’obiettivo?- chiedo ad Angelo

‘Raccogliere fondi in vista di un progetto ben preciso- mi risponde con determinazione- creare una Fondazione che possa costituire un centro di ricerca oncologico pediatrico’ .

 ‘ Un’iniziativa che annovera anche medici in prima linea nella lotta al cancro, tra i quali spicca il nome del primario dell’oncologia pediatrica di Taranto, il dott. Valerio Cecinato. Ma il contributo, l’operatività deve essere di tutti’ sottolinea Angelo.

‘E la politica locale?- gli chiedo- come ha risposto? Come risponde?’

‘Positivamente- mi dice- si sono resi subito disponibili’. Poi mi illustra i traguardi raggiunti tra i quali emerge l’acquisto, in zona Paolo VI, di uno stabile da utilizzare per ospitare i parenti di quanti siano colpiti dal male.

‘ Ma come vi muovete- gli chiedo- per la sensibilizzazione del territorio?’

‘L’importante è parlarne. Con tutti’

Lo osservo, mentre il silenzio riempie i nostri spazi. Un silenzio che comunque sa parlare, sa dire quelle parole che rimangono inespresse, quando la sofferenza supera anche il dialogo.

Le parole ormai non servono più e il nostro è un dialogo muto, fatto di lacrime respinte e di lacerazioni impossibili da rimarginare.

Tra noi, solo una abbraccio, per testimoniare il calore della comprensione e della solidarietà.

#IrmaSaracino