• Gio. Feb 2nd, 2023

Dall’Iran minacce a Charlie Hebdo

dall'Iran

Arriva dall’Iran una minaccia, presaga di morte, rivolta alla direzione del settimanale francese, reo di aver insultato le santità islamiche

Nel pieno della protesta che, malgrado la dura repressione, dilaga, dall’Iran arriva una manifesta minaccia di morte all’indirizzo della  redazione dell’ormai noto editoriale francese. Ma questo non sembra per nulla intimorito e continua a pubblicare vignette osé, giudicate altamente lesive nei confronti  dei mullah iraniani.

Dall'Iran
Traduzione: Chiaramente i Mullah non capiscono niente delle donne

A parlare, questa volta, con toni che lasciano chiaramente intendere le reali intenzioni, é il comandante dei Guardiani della rivoluzione iraniana, il generale Hossein Salami.

Le minacce

“I nemici stanno cercando di disturbare la tranquillità dei #musulmani insultando la loro santità”, ha dichiarato con tono duro Salami, riferendosi alle vignette pubblicate nei giorni scorsi da #Charlie.  Vignette nelle quali l’ironia degli editorialisti si incentrava sulla Guida suprema, Ali Khamenei. Una vera profanazione!

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Alì Khamenei

Non si deve giocare con i musulmani”, ha tuonato poi, con crescente veemenza. E, successivamente, ha invitato i blasfemi a ricordare che Salman Rushdie “è stato punito più di trent’anni dopo aver insultato il Sacro Corano e il Profeta dell’Islam”.  

“Una lezione”- ha soggiunto- “nessuno può osare di insultare le santità islamiche in nessuna parte del mondo.

Salman Rushdie

Autore di versetti satanici, almeno nella valutazione delle santità iraniane, Salman Rushdie è stato accoltellato e gravemente ferito nell’agosto scorso a New York. Contro di lui il  defunto leader iraniano Ruhollah Khomeini aveva emesso, nel 1989, una Fatwa per aver insultato il profeta Maometto. 

Una punizione che è arrivata dunque molto tempo dopo. Ma il tempo non può fermare la vendetta.

Lo scrittore è ancora vivo, ma ha perso un occhio.

La strage del 2015

Era il 7 gennaio del 2015 quando un commando musulmano fece irruzione nella redazione di Charlie Hebdo, seminando #morte. Furono 12 le vittime di questa strage, pianificata per vendicare l’oltraggio subito.

Gli istanti prima della strage

Dall’Iran era giunta la condanna. Colpevoli di aver ideato vignette satiriche oltraggiose nei confronti del profeta dell’Islam: Maometto.

Ma, malgrado sia ancora vivo il ricordo di questo eccidio,  il settimanale francese sembra non voler arretrare di fronte ad alcuna intimidazione e continua a lanciare i suoi temibili strali contro un regime violento e repressivo che si ammanta di religiosità.

C’è attesa infatti, velata di ansia, per la pubblicazione odierna di un nuovo numero della rivista satirica che si preannuncia particolarmente ironico.

Quale sarà la reazione dell’Establishment iraniano?

Certo le parole di Salami risuonano cupe, presaghe di #morte. ‘I musulmani prima o poi si vendicheranno’. E, alla luce della linea dura del governo iraniano nella repressione delle proteste che agitano il Paese, non ci si aspetta nulla di buono.

Ma #Charlie Hebdo non arretra, né appare intimidito da quella che suona come una condanna, più che una minaccia da parte di Salami:

“Puoi arrestare i vendicatori ma non puoi resuscitare i morti”.

#IrmaSaracino

Foto principale tratta dall’agenzia stampa iraniana: Irna