• Lun. Feb 26th, 2024

L’Opinion paper di Pechino sulla guerra

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Da Pechino arriva un documento per una soluzione politica della crisi Russia-Ucraina

A un anno dall’invasione russa dell’Ucraina, avvenuta in quel 24 febbraio che ha segnato la storia, #Pechino rompe il suo proverbiale silenzio e chiede un cessate il fuoco completo ai combattimenti in un opinion paper

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Immagini che vorremmo cancellare

Una guerra svantaggiosa

Finalmente Pechino prende posizione in merito a una crisi entrata ormai nel suo secondo anno e che sta coinvolgendo l’economia mondiale. E, in linea con la sua storica ambiguità, pubblica un documento ( sotto forma di  Opinion paper), diffuso dal ministero degli esteri cinese.

“Il conflitto e la guerra non avvantaggiano nessuno.- si legge nel documento- Tutte le parti devono rimanere razionali ed esercitare moderazione, evitare di alimentare le fiamme e aggravare le tensioni e impedire che la crisi si deteriori ulteriormente o addirittura vada fuori controllo”

Dopo essersi astenuta dal voto, nel corso della seduta dell’Onu di ieri sera, la Cina con questo documento, sostanzialmente, dichiara la propria neutralità in merito alle motivazioni del conflitto, ma, ad un tempo, invita le parti .a un cessate il fuoco.

Nel contempo, però, nel suo opinion paper, biasima le sanzioni unilaterali non autorizzate  dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

Una stoccata diplomatica

‘ I paesi interessati dovrebbero smetterla di abusare delle sanzioni unilaterali- si legge nel documento- e della giurisdizione del braccio lungo contro altri paesi”. Un riferimento agli Usa?

Poi, però, riconosce e sostiene l’ indissolubilità territoriale dell’Ucraina.

Insomma, un vero capolavoro di diplomazia che culmina in una condanna aperta dell’uso di armi nucleari o chimiche. 

E Putin?

Intanto lo zar #Putin, ormai, ridotto a suddito di #Pechino, sempre più potente economicamente, continua nella sua campagna diffamatoria nei confronti dell’Occidente, reo, a suo dire, di minacciare la grande Russia.

E, nel suo delirante tentativo di legittimare questa sua ‘operazione militare speciale’ ripercorre un sentiero tracciato già all’inizio di questo conflitto.

 Luoghi comuni e ripetitivi caratterizzano infatti i suoi discorsi, pregni di  minacce di far ricorso ad armi nucleari e tentativi di depistare l’attenzione internazionale verso nuove frontiere, quali ad esempio la Transnistria.

Intanto a Mosca c’è attesa per la visita odierna del leader cinese Xi Jinping. Questi, sempre a detta di un #Putin apparentemente entusiata, dovrebbe pronunciare ‘ un discorso di pace’.

Che la Russia sia stanca di piangere i suoi tanti morti in #guerra?