Il Sud si carica di antichi sapori e tradizioni nell’attesa del Natale e il suono delle zampogne riecheggia per le vie
L’attesa del Natale al Sud é intrisa di antiche tradizioni e profuma di vecchi sapori che si espandono per le vie, sollecitando i ricordi dell’infanzia.

Suoni, canti, luci inondano le strade, i vicoli, le piazze, mentre il suono delle zampogne annuncia il Natale. Sono quei pastori che lo stesso San Francesco pose nel suo primo presepe e ci parlano degli umili, ma anche di coloro che ancora credono nella magia del Natale e nel suo significato.
Una tradizione remotissima
In realtà la zampogna, quello strumento che ricorda un po’ le cornamuse scozzesi, risale alla Grecia arcaica e sembra che il dio Pan in persona lo suonasse per incoraggiare il ritorno del sole, durante il sosltizio d’inverno.
Ma, al di là del mito, questo strumento, legato prevalentemente alla pastorizia, piacque ai Romani, tanto da avere in Nerone stesso un abile suonatore di esso.
Poi la tradizione cristiana, forte anche della svolta data da Francesco d’Assisi che raffigurò alcuni pastori del suo presepe con la zampogna, associò la figura dello zampognaro al Natale.
Così la zampogna, da strumento usato dai pastori durante la transumanza per guidare le greggi, assunse un ruolo di rilievo nell’annuncio del Natale.
Gli zampognari, un’eslusiva del Sud
Una tradizione, questa, decisamente radicata al Sud, che in tempi remoti legava la sua economia , oltreché all’agricoltura anche alla pastorizia. Attività, quest’ultima, prevalente in Abruzzo, ma anche massicciamente presente in Campania, in Basilicata e nella nostra Puglia.
Regioni in cui ancora é possibile trovare gli zampognari, generalmente in coppia, che girano per le vie, annunciando il Natale e facendo sognare i bambini. Ed é subito magia!
Quella magia che accompagnava la nostra infanzia quando gli zampognari bussavano alle porte di casa ed intonavano il canto tipico dei nostri Natali. Quel ‘Tu scendi dalle stelle’ che il napoletano San’Alfonso Maria dei Liguori compose proprio in Puglia nel XVIII secolo..
Poi, improvvisamente, nella notte di Santa Cecilia a Taranto
Da allora sono passati secoli, ma la tradizione degli zampognari, celebrata nell’arte presepiale, resta radicata nel nostro tessuto sociale, quasi fosse un aspetto identitario della mostra Storia, ma anche della nostra cultura.
Ed anche a Taranto, ieri sera, in una notte che profumava di pettole, Santa Cecilia, attraverso la musica ci ha parlato del Natale, di quell’attesa che é soprattutto speranza, mentre una folla festosa danzava al suono delle zampogne. Perché, in fondo, la vita può provarci, ma non può toglierci i ricordi del Tempo dell’innocenza,.
Irma Saracino
