Da sempre simbolo di amore e di speranza, il pettirosso ci racconta col suo canto storie e leggendeFoto tratta da Pixabay

Da sempre celebrato per il colore delle sue piume e il suo canto, il pettirosso é protagonista di numerose leggende

Sono tante le leggende che ruotano intorno a questo minuscolo volatile, assurto agli onori della celebrità probabilmente per il colore singolare delle sue piume, ma anche per il suo canto melodioso. Leggende che fanno del pettirosso una star a livello internazionale.

Il pettirosso, un protagonista assoluto

Sarà per quel suo aspetto grazioso, per quel suo petto colorato di arancio che diviene rosso in età adulta, oppure per le melodie che intona nella stagione invernale, annunciandola, ma il pettirosso é una vera celebrità ovunque, tanto da esser considerato simbolo di speranza, di ottimismo, nonché della vita che resiste alle difficoltà.

E, addirittura, sembra ai più scaramantici che possa portare fortuna qualora si avvicini alle finestre di dimore oviamente privilegiate dalla sorte. Insomma una vera panacea per gli amanti dei simboli.

Ma il pettirosso non é solo un simbolo, né, tanto meno é un uccellino mite e indifeso come vuole anche la tradizione cristana. Dotato infatti di un bel caratterino, é aggressivo verso i suoi simili che accetta solo durante il periodo riproduttivo. Guai, però, a invadere il proprio territorio!

Privilegiato, secondo la narrazione cristiana, da Dio in persona, si mostra sfacciato anche nei confronti dell’uomo, al quale si avvicina con spavalderia per cercare cibo. Decisamente un tipetto grintoso!

Le leggende

Aldilà di questo suo carattere, però, la singolarità delle sue piume e il suo canto hanno ispirato tante leggende, probabilmente partorite dalla fantasia popolare in tempi molto remoti. Alcune di esse legate al Natale, altre alla Pasqua. Un panorama davvero molto vasto dunque, nato per spiegare il colore rosso- arancio del suo petto.

ai-generated-8084891_1280 Il pettirosso e le sue leggende
La grotta di Betlemme- immagine generata dall’AI

La leggenda natalizia

Faceva freddo a Betlemme in quella notte che avrebbe segnato l’umanità. Un freddo che circondava di gelo l’intimità di quella grotta dove stava per nascere un bimbo che avrebbe illuminato il mondo. Neppure il calore emanato dal respiro di un bue e di un asinello riusciva ad arginare il gelo, quando d’improvviso un uccellino, tutto grigio, si posò all’interno della grotta. E, impietosito, comincio a soffiare sul misero fuoco che ardeva all’interno.

Vi soffiò per tutta la notte, per scaldare il corpicino di quel bambino. E, quando al mattino il sole scaldò il cielo e la moltitudine di uomini giunti sul posto per adorare il neonato, volò via. Ma le sue piume, bruciate dal fuoco sul petto dell’animale, avevano assunto un colore nuovo.

Un colore che sarebbe rimasto per sempre.

La leggenda pasquale

Sempre legata alla figura di Gesù, vi é un’altra leggenda che vede protagonista questo singolare uccellino, decisamente più nota e che, ancora una volta, ne esalta la bontà.

Decisamente c’era uno strano movimento quel giorno sul Golgota. Una folla numerosa, tra schiamazzi ed invettive era ai piedi di tre croci. Su di esse, tre uomini, tre condannati a morte.

Il pettirosso, incuriosito da quella circostanza, si avvicinò, posandosi vicino alla testa sanguinante dell’unico uomo che aveva sul capo una corona di spine. Ne rimase sorpreso e, vedendo la sofferenza dell’uomo, cercò di alleviarla.

Col suo piccolo becco levò una spina, o forse di più (la tradizione non ne precisa la quantità), poi si levò in volo. Ma il suo petto rimase insanguinato per sempre.

Conclusioni

Risulta evidente, sia nell’una che nell’altra narrazione, come questo uccellino sia stato espressione d’amore e di generosità, tanto da divenirne simbolo.

E, ancora oggi, che l’atmosfera magica del Natale riempie le nostre case e i nostri cuori ci piace credere nelle leggende, riscoprendo quel bambino che ancora c’é in ciascuno di noi.

Irma Saracino