Santo StefanoFoto di pubblico dominio di dipinto di Giotto- Museo di Firenze

Nel giorno di Santo Stefano rivivono antiche tradizioni, ma anche la storia di questo Santo, morto per la sua fede

Celebrato anche dalla Chiesa Ortodossa, ma in data diversa, Santo Stefano, primo martire della cristianità, chiude la saga del Natale. E tutti, provati dai pranzi luculliani e dalle corse frenetiche ai regali dell’ultima ora, lo celebrano con riti e tradizioni che spesso, come in Puglia, affondano le loro radici in una remota realtà contadina.

mercatini-di-Natale Santo Stefano, fra tradizioni e Storia
Mercatini di Natale

Ciò che pochi sanno

In realtà questo giorno, stabilito dal governo italiano nel lontano 1947 come celebrativo di Santo Stefano, assume caratteristiche diverse a seconda delle cerimonie o delle manifestazioni che lo accompagnano in molte parti d’Europa ed anche in Italia.

In Italia infatti, roccaforte della cristianità, il Santo viene celebrato in modi diversi, adeguati all’humus socio-culturale di ogni singola regione, alle sue tradizioni, prevalentemente legate alla sua storia, alla propria identità.

Ma chi era Santo Stefano?

Nato in Grecia ed approdato poi a Gerusalemme, la sua storia s’interseca con la realtà persecutoria nei confronti dei seguaci di Gesù del I secolo d. C. e a parlarci con dovizia di particolari del suo martirio sono proprio gli Atti degli Apostoli.

Un martirio che sarebbe avvenuto per lapidazione intorno al 36 d.C., il primo di una lunga serie che avrebbe colpito tutti coloro che osassero divulgare il Vangelo.

In realtà Stefano fu per primo investito, proprio dagli apostoli, di un compito arduo, ma di grande rilievo: aiutarli nel ministero della fede. Un’enormità per gli ebrei, che lo accusarono di blasfemia e lo condannarono senza mezzi termini allla morte. Tra i suoi giudici più spietati, Saulo di Tarso, poi assurto, dopo illuminazione divina, agli onori della santità con il nome di San Paolo.

Fu così che , in qualità di primo tra i sette diaconi, ma anche di primo martire, passò alla storia

Le tradizioni pugliesi

Passarono i secoli e il culto di questo Santo si consolidò nelle varie realtà territoriali, assumendo caratteristiche diverse. E, quando il governo italiano fissò il 26 di dicembre come giorno a lui dedicato, l’atmosfera magica del Natale non si spense, ma trovò nuovo alimento in una serie di leggende e consuetudini legate a questo santo uomo.

Molte furono le narrative popolari che lo accompagnarono, prevalentemente legate alla fertile fantasia degli ultimi, specie in epoche, quale quella medievale, in cui il disagio e la lotta per la sopravvivenza erano endemiche.

E in questo cosmo di narrazioni e di proliferare di reliquie s’inserisce anche la nostra Puglia, che colora di pragmatismo anche l’aspetto salvifico di natura divina.

In Puglia infatti, dopo i banchetti della Vigilia e del giorno di Natale, tradizionalmente, con la saggezza contadina del tempo che fu, prevale la consuetudine di riciclare gli avanzi dei giorni precedenti o di utilizzare erbe e vegetali per dare origine a celebri minestre verdi, decisamente più leggere..

Ma l’atmosfera di festa prosegue, specie a Putignano, nel barese, che ha un posto di tutto rilievo perchè ha il privilegio di ospitare nella chiesa di Santa Maria La Greca importanti reliquie del Santo. Importate , nel 1394, dall’Abbazia della vicina Monopoli

La festa delle propaggini

In virtù di questo privilgio, per quel senso innato nel popolo di unire il sacro al profano, nella ridente cittadina pugliese, proprio in questo giorno ha luogo un’anteprima del suo celebre carnevale. Festa tutt’altro che cristiana, ma di chiara origine pagana.

Sfilano così i primi carri, sottoposti ad una giuria, accompagnati da musica e da danze, tra le quali, come é ovvio, domina l’immancabile e tribale pizzica.

E’ la festa delle propaggini che richiama un gran numero di curiosi da ogni parte e che, certamente, accosta in un connubio poco esaltante la devozione per Santo Stefano agli antichi riti carnascialeschi di memoria pagana.

Ma il popolo spesso si esprime così, in un mix di fideismo, dettato spesso dalla superstizione, nonchè di spirito ludico. E la festa delle propaggini, anche oggi, perpetuerà la sua antica tradizione

Irma Saracino