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L’analisi storica della magia é complessa e strettamente connessa allo spirito dei tempi e dei popoli

Parlare della magia é come addentrarsi in una foresta intricata di simboli, credenze, talvolta remotissime, ma anche di popoli così lontani da noi per tradizioni e cultura che appare quanto mai difficile stabilirne l’origine.

fantasy Magia, dalle origini ai nostri giorni
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La nascita della magia

Alterità agli enigmi che la vita ci pone dinanzi? Ricerca di risposte che esulano dai limiti cognitivi dell’uomo? Tanti gli interrogativi che si frappongono alla nostra indagine, ma tante anche le questioni irrisolte.

Solitamente collocata, nella sua origine, nella Grecia del V sec. a. C., in realtà la magia nasce con l’uomo e lo accompagna in tutto il suo cammino fino ai nostri giorni.

Confutabile, dunque la tesi di quegli studiosi che, sulla base della definizione erodotea di Màgos, stabiliscono la nascita della magia in questa epoca. Confutabile anche per la poca attendibilità della storiografia erodotea, così intessuta di elementi favolistici o legati al suo immaginario.

Erodoto ci parla, sì, di uomini provenienti dalla remota Persia, dotati di poteri sovrannaturali, ma non dimentichiamo che la cultura persiana é remotissima, di gran lunga antecedente a quella greca.

L’uomo del paleolitico

Epoca poco analizzata, ma che ci riserva sempre delle sorprese, é indubbiamente il Paleolitico che presenta una stretta connessione, anche nelle costruzioni, tra ritualità magica, vita e spiritualità.

Una simbiosi certamente scaturente dall’incapacità dei nostri progenitori di dare una spiegazione scientifica, razionale, alla fenomenologia naturale. Ma interessante per avere uno squarcio sulla spiritualità, vera forma di religiosità, dell’uomo del Paleolitico.

Se ne deduce che non vi fosse una linea di demarcazione tra magia e religiosità e che gli oggetti di culto fossero legati alla quotidianità.

L’antico Egitto

Ancor più evidente questo legame tra divinità e quotidianità, scandita prevalentemente dai ritmi della natura, nell’Antico Egitto. Qui la magia era considerata addirittura una potente e fondamentale forza cosmica, una sorta di energia, ovviamente divina, preposta alla creazione.

Heka, questo il suo nome, aveva anche il compito di mantenere l’equilibrio e , in molti casi, di manipolare la realtà. Una forza quasi sciamanica, molto più remota delle stesse divinità, che si esprimeva attraverso rituali, incantesimi, amuleti e, addirittura, testi sacri. Basti pensare al Libro dei Morti.

Si comprende quindi come non vi fosse una distinzione tra religione e magia. Lo dimostra anche il fatto che preposti a questo nobile incarico fossero i sacerdoti, i quali avevano, alla luce anche del loro rapporto con il divino, un grande potere politico. Un potere pari quasi a quello del Faraone.

Una costante delle popolazioni del passato, specie del modus vivendi tribale!, qualcuno potrebbe obiettare, ma in realtà adeguato alle gerarchie sociali dell’epoca e, soprattutto all’incapacità dell’uomo di commisurarsi con fenomeni naturali.

Sta di fatto, comunque, che emerge un dato rilevante: il mondo della Magia era negato alle donne. Donne che invece diverrano protagoniste assolute di un settore così controverso nei tempi successivi.

Dalla Bibbia in poi

A stigmatizzare questo ruolo femminile il contributo maggiore é stato fornito indubbiamente dalla Bibbia che, con la Tentazione di Adamo, ad opera della malefica Eva, ha messo in rilievo lo stretto legame tra il sesso femminile e il demonio.

Da allora il proliferare di streghe e fattucchiere,( questa la ricorrente ed ancora attuale denominazione), é stato una costante sociale.

E, se nel Medioevo, fino ai grandi processi per stregoneria del’400, le streghe, o presunte tali, sono state messe al bando, perseguitate specie dai giochi di potere del clero e di società falsamente perbeniste, oggi le streghe esercitano un fascino notevole.

Poco importa se la loro sessualità sia vissuta addirittura con Lucifero, ( stando alle narrazioni popolari) quel che conta é garantirsi il controllo di quel potere che potrebbe sfuggire, sia in ambito amoroso che sociale.

Belle o vecchie che siano, le streghe continuano a sollecitare l’immaginario collettivo e, ancora oggi, sono in tanti coloro i quali ricorrono ai loro servigi.

Irma Saracino