Personaggio discusso del nostro Rinascimento, Lucrezia Borgia, affascina per quel lato oscuro che divide ancora gli storici
Celebrata per la sua bellezza e per la sua cultura, nonché per le sue indiscutbili doti diplomatiche, Lucrezia Borgia, figlia illeggittima di papa Alessandro VI, ancora oggi resta un enigma.
Circondata da una fama noir di avvelenatrice e di donna perversa, capace anche di rapporti incestuosi, incarna gli intrighi, le ambizioni politiche e le oscure macchinazioni di una famiglia, quale quella dei Borgia, che comunque scrisse in larga misura la Storia del nostro Rinascimento
Il suo rapporto con il padre
Schiacciata da una figura paterna ingombrante, quale quella del cardinale Rodrigo Borgia, in realtà fu una pedina degli incredibili giochi di potere di quest’ultimo, nonché di quelli del fratello, Cesare Borgia. Altro elemento di spicco nella storia del nostro Rinascimento per.la sua crudeltà ed efferatezza.

Insomma una famiglia davvero perbene, passata agli onori delle cronache storiche per una serie di intrighi, di avvelenamenti e si scandali che stupirono tutti.
Unica figlia femmina di Rodrigo Borgia, nata dalla sua lunga relazione con Vannozza Cattanei nel 1480 a Subiaco( Roma), Lucrezia ricevette un’educazione di prim’ordine. I migliori precettori, infatti, si avvicendarono nel fornirle quella cultura che le avrebbe garantito un posto di primo piano nelle corti, ma anche nella Storia.
I suoi amori, i suoi matrimoni
Malgrado lo stretto legame affettivo che lo univa alla figlia, il cardinale Rodrigo volle fare della sua bellezza un investimento. A soli 10 anni infatti la promise in sposa al nobile valenzano Cherubino Juan de Centelles.
Ma la trattativa fallì quando il giovane sposò un’altra. Rodrigo cercò, dopo aver ricevuto una somma cospicua per il non mantenimento della promessa nuziale, un’altermnativa valida.
Le cose mutarono, però, in breve tempo, quando Rodrigo fu eletto papa con il nome di Alessandro VI. Uno dei peggiori della storia del Vaticano!.
Bisognava sringere alleanze con le famiglie più in vista del territorio italiano. E la piccola Lucrezia, appena 13enne, fu data in sposa al giovane Giovanni Sforza, signore di Pesaro e nipote del terribile Ludovico il Moro.
Il matrimonio, che durò solo 4 anni, fu celebrato con grande fasto a Roma., dove la giovanissima Lucrezia ebbe modo di distinguersi per acume e bellezza, conquistando la città eterna, nonché la nuova amante del padre, Giulia Farnese.
Era il 1494, cominciava uno dei periodi più bui della storia del nostro Paese, frammentato politicamente a tal punto da favorire la discesa di Carlo VIII, re francese. Alessandro VI comprese che bisognava cercare altre alleanze e, conseguentemente, utilizzò, ancora una volta, la figlia.
Senza alcuno scrupolo, infatti, il pontefice costrinse Giovanni a sottoscrivere un atto pubblico attestante la nullità del matrimonio, perché non consumato a causa della propria impotenza. Un’umiliazione terribile di cui il malcapitato Giovanni si vendicò offuscando la reputazione di Lucrezia. Rea, a suo dire, di avere rapporti incestuosi con il padre, nonché con i suoi fratelli, Cesare e Giovanni. Scoppiò lo scandalo!
Una morte misteriosa
Nel frattempo la bella Lucrezia fu privata del suo giovane amante, Perrotto, giovane aitante, dal quale secondo i gossip dell’epoca avrebbe avuto un figlio.
Il giovane infatti fu trovato privo di vita nelle acque del Tevere. Un assassinio che rimase insoluto, ma che fece ricadere i sospetti sul fratello di Lucrezia, Cesare, smanioso di riabilitare l’immagine della sorella, in vista del prossimo matrimonio.
Bisognava imparentarsi con il regno di Napoli e, nel 1498, Lucrezia andò in sposa ald Alfonso d’Aragnona, duca di Bisceglie e principe di Salerno. Tra i due giovani fu amore a prima vista!
Una felicità effimera
Ma la felicità di Lucrezia durò ben poco. Dopo appena un anno, Alfonso fu strangolato, si suppone, da un sicario di Cesare. Perché? Era giunto il momento di stringere un’alleanza con il re di Francia.
Ancora una volta Lucrezia fu vittima di una famiglia terribile, la sua. Il suo dolore fu immenso e la portò all’isolamento, ma anche alla maturità. Accettò il matrimonio con Alfonso d’Este, che accettò a sua volta le nozze con una donna di dubbia reputazione e che aveva alle sue spalle un notevole curriculum matrimoniale.
La nuova Lucrezia
Si sposarono per procura, ma quando Lucrezia ancdò incontro al suo nuovo marito, in tutto il suo splendore, fu una donna nuova. Una donna che seppe conquistare la corte di Ferrara e quel popolo, preso dalla sua saggezza e dalla sua bellezza.
La corte degli Estensi divenne con lei il fulcro di intellettuali, quali Ariosto e Pietro Bembo, ma anche il polo d’irradiazione di un fermento artistico che diede una nuova luce alla città di Ferrara.
E quando, a soli 39 anni, Lucrezia morì di parto, circondata da un alone di misticismo, Ferrara pianse la sua perdita.
Irma Saracino
