• Mer. Ott 5th, 2022

A Taranto di scena ieri sera una Tosca sofferta

a Taranto

Al via ieri sera a Taranto l’appuntamento estivo con la lirica. Tra le tante pecche organizzative, Tosca comunque miete consensi.

Fila interminabile e scene d’arrembaggio ieri sera a Taranto dinanzi al Teatro Orfeo, nuova e inaspettata location della stagione estiva del Taranto Opera Festival. Un Festival che avrebbe dovuto avere luogo, fino a pochi giorni fa, nell’Arena della Villa Peripato.

Uno spettacolo nello spettacolo quindi.

a Taranto
Conseguenze del ‘disguido tecnico’

Un esordio di certo non esaltante per gli amanti della lirica ( alcuni provenienti anche da Roma) che hanno visto sfumare il sogno di un posto prenotato all’interno del Teatro e si sono dovuti piegare alla corsa poco edificante per la poltrona.

Ma il bel canto e la professionalità degli interpreti, nonché del direttore d’orchestra, hanno avuto la meglio persino sull’esiguità del palcoscenico e sugli spazi quasi inesistenti.

Ancora una volta, dunque, la magia e il fascino di #Tosca hanno fatto dimenticare l’amara realtà di una città che deve percorrere ancora molta strada per decollare.

Una Tosca sofferta

Nella calca di un Teatro non adeguato la vicenda dell’eroina pucciniana ha catturato comunque i cuori dei presenti, mentre le note di una melodia immortale hanno sopito gli animi.

Flora #Tosca, interpretata da un soprano di spicco, quale Daria Masiero, si é impadronita della scena e la sua passionalità prorompente ha fatto dimenticare i tanti disagi.

Certo non sono mancate le difficoltà, tangibili specie nel Te Deum. Momento in cui un sacerdote poco convinto é riuscito a farsi strada per imporre la sacralità del crocifisso. Ma al bel canto si perdona tutto e la voce potente di Pedro Carrillo, nei panni di Scarpia, ha colmato le lacune di un Te Deum troppo affollato.

a Taranto
Pedro Carrillo nei panni del barone Scarpia

Cavaradossi

Frizzante e dinamica l’interpretazione data da Ugo Tarquini dello sfortunato Mario Cavaradossi. Un’interpretazione che ha convinto la platea e ha toccato il suo apice in ‘E lucean le stelle’. Vera apoteosi di passione e tormento grazie alla straordinaria vocalità di Tarquini.

Cavaradossi si é quindi illuminato di una luce nuova, quella dell’eroe. Un ruolo insolito per lui, vittima abitualmente delle circostanze e schiacciato dalla forte personalità della sua Tosca. Ma il giovane interprete ha dato vigore e spessore al personaggio pucciniano.

Ugo Tarquini in ‘recondite armonie’

‘Vissi d’arte’

Straordianaria la preghiera di Flora Tosca, cui ha dato vita la voce vibrante e armoniosa della Masiero. Nel momento più drammatico Tosca riesce a trovare la forza di rivolgere il suo appello alla Vergine e quasi a legittimare l’omicidio che andrà a commettere.

Tutto in nome dell’amore! Un #amore malato, ossessivo, ma capace di andare anche al di là della morte. Perenne sigillo di una vita.

Conclusioni

Certo la bravura degli interpreti ha reso onore al capolavoro di #Puccini, ma certe lacune, a livello organizzativo, sono inaccettabili, perché il pubblico é il vero motore di ogni rappresentazione.

E, malgrado lo straordinario direttore d’orchestra, Lorenzo Bizzarri, sia riuscito a dare potenza e spessore ad un’orchestra stipata e compressa, la musica del grande compositore toscano merita di più.

#IrmaSaracino