Taranto, la storia di Santa Sofronia. Tra mistero, fede e leggenda

Vissuta nel IV secolo d.C., decise di vivere sull’isola di S.Pietro, cullata dagli angeli e dai fiori. Ignota la sua sepoltura

Sono pochi forse i tarantini che conoscono la storia dolcissima di questa fanciulla, poi santificata, nata nel 309 a Taranto.

Sofronia, il cui nome è iscritto anche a Roma nelle Catacombe di S.Callisto, ancora giovanissima, abbandonò la sua casa paterna e fuggì nella magia della notte tarantina, sull’Isola di S. Pietro per vivere con Dio la sua breve esistenza, cullata dalla voce degli angeli e dal canto degli uccelli.

In una natura ancora incontaminata, visse cibandosi dei frutti che ancora questa poteva riservarle, inebriandosi dei profumi e degli effluvi magici dei fiori.

La sua voce si confondeva col canto degli uccelli e con gli angeli condivideva la sua vita di anacoreta, dimentica del tempo, volando negli spazi infiniti di un Dio, oggi, troppo dimenticato

La sua immagine è presente in alcuni dipinti e di lei ci parla S.Girolamo, ma notizie più dettagliate ci sono fornite da Ambrogio Merodio che, nella sua Istoria Tarentina ci informa anche sul mistero che circonda la sua morte

havendo resa l’anima al suo Creatore, sarebbero state nascoste à gli homini per sempre le sue santissime operationi, se ella prima di morire, inspirata da Dio non havesse con un ferro nelli tronchi degli alberi scritti il suo nome, e la sua vita.”

Secondo lo storico, quando fu giunto il momento della sua morte, gli uccelli, per ordine di Dio, le prepararono un letto di fiori e la ricoprirono con questi

Narra poi Merodio

. Erano sbarcati in quell’Isola alcuni pescatori, che tirati da un soavissimo odore, e dolcissimo canto, si condussero dove giaceva estinta la Santa; che però corsero veloci alla Città à dare la nuova di questo fatto à li Cittadini; li quali andati, non si poterono contenere à riverire devotamente quel santo Corpo, che fù tempio dello Spirito Santo. Pigliarono li Tarentini quella sacra Reliquia, e la condussero alla sepoltura. Il luogo dove fù sepolta, e l’anno nel quale passò da questa vita alla gloria delli Beati mi sono ignoti ».

E ancora oggi la bellezza incontaminata dell’Isola di S. Pietro sembra custodire il segreto di questa Santa e la voce degli Angeli sussurra il suo nome nelle notti risplendenti della luce magica della Luna.

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