L’URLO DI DOLORE DELLA CASA ROSSA

Casa rossa

La Casa Rossa, tra mistero e realtà

Torniamo a parlare di #paranormale. E questa volta mettiamo sotto i riflettori un imponente edificio, immerso nella tranquillità delle campagne di Alberobello, denominato la Casa Rossa, a causa del colore dell’intera struttura.

Originariamente conosciuta come Masseria Gigante, fu voluta da Mussolini per rinchiudervi dapprima tutti gli oppositori del regime fascista, e successivamente divenne un vero e proprio campo di internamento.

In essa infatti furono internati tutti coloro che, sfortunatamente, dovevano essere smistati verso i famigerati campi di concentramento.

Casa Rossa

Nella Casa Rossa si trovavano dunque  #persone di diversa nazionalità.  Indiani, italiani, ebrei, polacchi, ma celebre è il caso delle donne c.d.”indesiderate”.  Non solo ex collaborazioniste, divenute poi dell’opposizione, ma anche prostitute e donne ‘sbandate’.

Di pertinenza all’edificio vi è anche una chiesa affrescata nel 1948 da Viktor Tschernon, profugo lituano internato nella casa.  Mentre il seminterrato cela ancora i resti di una vecchissima Balilla, risalente agli anni 30.  La macchina che doveva essere appartenuta all’allora podestà, Donato Giangrande.

La Casa Rossa,come altri luoghi frequentati da una moltitudine di #persone afflitte dal #dolore e da condizioni disumane, è stata anch’essa un posto in cui la sofferenza ha regnato sovrana molto a lungo.  E  spesso viene associata alla presenza di fenomeni paranormali, tipici di questi determinati posti.

L’indagine

Anche questa volta si è recato sul posto il Gruppo Ricerca Paranormale Taranto, che con specifica strumentazione è andato alla ricerca di possibili anomalie di carattere #paranormale.

Una incredibile emozione ci ha accompagnati nel visitare una struttura così imponente. Una struttura composta da enormi stanzoni, un tempo adibiti a celle di internamento e dormitori.

L’analisi del materiale audiovisivo, raccolto dal gruppo di ricerca si è rivelato davvero interessante. Con la peculiarità di aver captato il nome Gianni che viene ripetuto dalla stessa voce femminile più di una volta

La termocamera utilizzata ha inoltre immortalato quella che può dar l’idea di essere una figura umana. Una figura nettamente distinta dai partecipanti all’indagine.  E che sembra fissare i presenti da uno degli angoli dello stanzone.

Ma la cosa che è parsa più eclatante,  registrata in una di quelle che illo tempore erano le camerate, è una voce di #dolore. Una voce  che sembra nettamente gridare”aiaiaia!”. Circostanza del tutto attinente alla tipologia del posto.

La Casa Rossa è dunque una testimonianza tutta pugliese di quello che è stato uno dei periodi più bui dell’umanità.  Ma rappresenta altresì, con molta probabilità, una piccola risposta ai tanti interrogativi sulla permanenza, dopo la morte, di qualcosa che forse è ancora rimasto intrappolato in quel luogo di dolore.

#GianlucaZaccaria