Il giorno dei morti, tra paganesimo e cristianesimo

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Viaggio nella storia e nelle antiche tradizioni legate al culto dei morti

Vita e #morte, luce ed ombre si fondono nel perenne divenire dell’uomo che, sin dai primordi del vivere sociale, si è posto di fronte al limite supremo della sua esistenza: la morte.Quel viaggio da cui nessuno fa ritorno“, direbbe Shakespeare, quella soglia invalicabile che segna il distacco perenne dalle persone care. E il culto dei morti ha accompagnato l’essere umano, sin dal Paleolitico., per poi trasformarsi, nei secoli, nella storia stessa dell’uomo e delle civiltà.

Una sorta di dimensione parallela, quindi, che consentiva e consente l’incontro tra vivi e morti solo in un giorno dell’anno, al finire di un ciclo di #vita, un tempo legato alla Madre Terra.

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La Dea Madre del Paleolitico

Sì, perchè il rapporto con la Terra, madre sempre presente nella quotidianità delle antiche civiltà, è stato molto sentito. E anche quando la #vita si è chiusa nel suo perenne ciclo , lo spirito del defunto ha continuato ad essere presente.

Dal Paleolitico ad oggi

Nei millenni sono cambiati i sistemi di vita, le realtà socio-economiche si sono diversificate, ma il senso del Limite è stato sempre presente.

E la #morte forse rappresenta l’unica ineluttabile certezza del vivere umano. Una certezza che si ammanta di mistico, talvolta di leggenda, ma che ci accompagna da sempre.

Ancora oggi si indaga, si cerca di capire, ma l’indagine si arresta di fronte all’imponderabile.

Il 2 novembre

Oggi è una giornata particolare. Una giornata che in tutto il mondo consente il ritorno dei defunti su questa dimensione e i loro #spiriti devono essere accolti, celebrati.

Una soglia invisibile, dimensionale, consente il ricongiungimento con i propri cari e le luci delle candele danno luce al buio della notte eterna.

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Le lanterne giapponesi per salutare gli spiriti dei propri cari

In Giappone migliaia di lanterne illuminano il cammino degli #spiriti e la notte si fa magica, carica dei sospiri di chi non c’è più.

In Messico altari coloratissimi, profumati di fiori e di immagini di idoli e miti, salutano la venuta degli spiriti, mentre una festosa processione si snoda per le vie, in un tripudio di musica e danze.

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Un’immagine presa dalla processione messicana in occasione del “Dia de los muertos”

Ben diverso il tono della celebrazione in Italia. Secoli di cristianesimo hanno filtrato le antiche tradizioni pagane, che tuttavia permangono in remote tradizioni locali.

Dolci tipici di questa giornata rallegrano infatti i bimbi, ma anche gli spiriti dei defunti, in Sicilia. Ma anche in altre regioni italiane la storia del territorio vive nelle tradizioni legate a questo giorno.

Ovunque quindi c’è la convinzione che la morte possa rappresentare solo un distacco apparente e che l’anima continui a vivere, sia pure in un’altra dimensione.

I nostri cari , dunque, sono sempre al nostro fianco in una perenne, ” Celeste Armonia”!

#IrmaSaracino