Vite precedenti o vite tra le vite?

vite precedenti

Torna il tema della reincarnazione, ovvero di presunte vite precedenti. Questa volta a parlarne è un uomo di scienza, esperto nel settore

Vite precedenti? La #reincarnazione, argomento tanto discusso e temuto dai più, che ha sempre riguardato la sfera emotiva, religiosa e filosofica dell’Uomo dovrebbe, a mio giudizio, entrare a pieno titolo nella sfera scientifica.

Passare cioè dal teologismo cristiano alla scienza medica. Ma come e soprattutto dove osservare gli eventuali segnali che possano dimostrare o negare l’esistenza della #reincarnazione? Cioè l’esistenza di vite precedenti?

La scienza medica ed in particolare la psichiatria hanno cercato di mettere luce su questo dilemma, utilizzando la tecnica della psicoterapia ipnotica.

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L’ipnosi

L’#ipnosi non è altro che uno stato mentale intermedio tra il sonno e la veglia, durante il quale le difese psichiche del soggetto calano.

Il terapeuta utilizza questa tecnica per curare diverse patologie e disagi psichici, inducendo lo stato ipnotico nel paziente. Questi osserva così il proprio disagio da un’ottica diversa ed è quindi in grado di ricercare in sè le energie necessarie per affrontarlo.

E spesso accade che, durante lo stato ipnotico, il paziente descriva situazioni, ambienti e persone che non rientrano nella sua vita reale. Elementi questi che alcuni ipnoterapeuti potrebbero interpretare come ricordi di vite precedenti. 

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Lo psichiatra canadese Joel L. Whitton, nel suo libro “Vita tra le vite” va addirittura oltre, raccontando di come alcuni suoi pazienti abbiano descritto, sempre in stato ipnotico, non solo situazioni attribuibili a vite precedenti, ma forme di vita astratte, ricche di percezioni visive ed uditive, che lui ha attribuito ad intervite, cioè quei periodi che intercorrono tra la morte e la nascita ad una vita successiva.

Le esperienze personali

Nella mia lunga carriera di psicoterapeuta ipnotico devo dire che raramente ho avuto pazienti che mi abbiano descritto realtà attribuibili a vite precedenti e solo in un caso descrizioni astratte attribuibili ad una intervita.

Lo psichiatra Bruno Matacchieri

Nel primo caso ricordo in particolare un giovane paziente di 28 anni, venuto in terapia per una “Balbuzie” altamente invalidante.

Dopo circa venti sedute, quando ormai lo stato ipnotico gli era facilmente raggiungibile, ha cominciato a raccontare di trovarsi lungo il molo di un porto in una città del nord Europa dove erano ormeggiati dei vascelli.

Il cielo era nuvoloso, faceva molto freddo, lui era vestito di nero con grandi stivali alti sopra il ginocchio. In testa un cappello a falde larghe con una lunga piuma, sulle spalle un ampio mantello nero ed in vita una lunga spada.

Camminando lungo il molo incontrava diverse persone, abbigliate nello stesso stile, che lo salutavano con grande riverenza, facendogli dedurre di essere una persona molto conosciuta e molto importante.

Questa #regressione, manifestatasi una sola volta durante il percorso psicoterapeutico, non è stata ulteriormente commentata dal paziente che si è limitato a considerarla come una esperienza realmente vissuta, le cui origini si perdevano nella sua memoria.

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Nel secondo caso si trattava di una signora di 42 anni da me seguita in psicoterapia per un “Disturbo somatoforme” che in una seduta mi ha riferito di trovarsi in uno stato indefinito, ma piacevole dove poteva vedere una vivida luce multicolore dalla quale si sentiva avvolta gradevolmente e che le trasmetteva una energia positiva.

Si sentiva senza peso, ricca di gradevoli percezioni visive, uditive e tattili, come in un confortevole viaggio verso l’infinito.

Le considerazioni

In psicoterapia, la #regressione ipnotica a precedenti fasi della vita è molto frequente. Come è frequente anche che il paziente riferisca i propri sogni o scene tratte da un film visto o da un libro letto, o semplicemente sue fantasie.

Riferire pertanto il primo caso ad una #regressione ipnotica ad una vita precedente ed il secondo caso ad una regressione ad una intervita può sembrare azzardato. Tuttavia escluderlo potrebbe esserlo altrettanto.

Certamente nessuno, né in stato di veglia, né in stato di ipnosi, ha mai potuto, con il proprio racconto, dimostrare l’esistenza della reincarnazione.

E questa resta ancora un argomento ampiamente discusso e che nemmeno la scienza medica, allo stato attuale, ha saputo chiarire.

#BrunoMatacchieri