Madre, scusi, mi parli di Dio

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La rivista Civiltà Cattolica denuncia gli abusi di potere all’interno delle Congregazioni di Suore. Rimessa in discussione la figura della Madre superiora.

Un silenzio ovattato ha sempre circondato la pace dei monasteri. Secolare, fatto spesso di verità negate, taciute, volutamente dimenticate. Un silenzio che rappresentava una vita semplice, dedita alla meditazione. Alla ricerca di quella spiritualità troppo spesso calpestata. E per noi tutti la madre superiora era un po’ il punto di riferimento e la depositaria dei canoni di questa vita.

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Monastero

La denuncia

Ma oggi uno scossone violento fa vacillare l‘establishment, collaudato da decenni, all’interno delle Congregazioni di #Suore.

E la denuncia arriva addirittura da Civiltà Cattolica, nota rivista dei Gesuiti. Una denuncia che mette a nudo l’amara realtà dei monasteri.

Una realtà che rovescia le nostre convinzioni, ma ci illumina anche sulla ‘crisi dilagante’ di vocazioni femminili.

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La preghiera

Ogni madre superiora detiene, in linea generale, un potere illimitato, spesso manipolatorio, ai danni delle personalità più fragili.

Non mancano anche gli abusi sessuali, perpetrati dalle fedelissime della superiora, ma in linea di massima il demone si configura come ‘sete di #potere‘.

Vietata ogni libertà alle sorelle comuni, vietato l’acquisto di indumenti, ma anche ogni altro aspetto o esigenza della vita quotidiana. Persino le cure mediche!

“Tutto deve passare dalla decisione (o dal capriccio) della medesima persona”.

L’articolo

L’#articolo, che sarà pubblicato il prossimo 1 agosto, squarcia finalmente un silenzio omertoso, lacerando le certezze delle badesse.

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Una pace apparente

‘Purtroppo la paura ha avuto la meglio su molte suore in tutti questi anni.- dichiara Civiltà Cattolica- E questa realtà quotidiana é stata taciuta appunto per ‘paura di ritorsioni’.

E’ mancato loro l’appoggio di autorità competenti e preposte a un simile ufficio. Quello del controllo all’interno delle Congregazioni.

E, sempre sulla stessa linea, l’editoriale afferma “la gestione patrimoniale di un Istituto come proprietà personale è un altro tasto doloroso di alcune Congregazioni femminili.”

In esse si é assistito sempre, grazie alla complicità tra superiora ed economa, all’utilizzo esclusivo dei beni dell’istituto.

Insomma un vero inferno per le povere malcapitate, chiamate da un misticismo che ha dovuto fare i conti con i demoni umani!

#IrmaSaracino

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