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Purgatorio, fantasia o verità

Il nostro viaggio, la nostra indagine in luoghi che ci parlino del mistero della vita e della morte prosegue, alla ricerca di risposte. Oggetto di questa indagine: il Purgatorio.

C’è sempre nell’uomo un anelito verso la scoperta di quelle verità mai rivelate, che rimangono nel silenzio e nell’ombra. Specie se ci confrontiamo con gli enigmi del viaggio infinito dopo la morte. Ci chiediamo allora se effettivamente l’inferno, il purgatorio o il paradiso esistano o siano solo frutto di fantasie fuorvianti.

Purgatorio
L’enigma perenne dell’uomo

Si cercano così prove tangibili o elementi che possano dare delle risposte. O addirittura ci possano rivelare l’inconoscibile.
 Questo anelito ci pervade in maniera prorompente quando ci addentriamo nella foresta dei #misteri che permeano la nostra esistenza. Una sensazione forte ci scuote allora e si cerca la prova dell’imponderabile, del divino.

La chiesa del Sacro Cuore del Suffragio

Uno di questi luoghi in cui sembra che si possano avere quelle prove cui tutti aneliamo è appunto la chiesa del Sacro Cuore del Suffragio, sita a #Roma, sul Lungotevere.

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Facciata della Chiesa-
·     CC-BY-SA-2.0 :Photos_of_Italy_by_Russell_Yarwood

Una costruzione cha abbaglia con il candore della sua facciata e le alte guglie, in perfetto stile gotico, che si innalzano verso l’azzurro del cielo. 
Costruita nel 1800 dall’architetto Giuseppe Gualandi, per volontà di un sacerdote missionario francese, Victor Jouet, fu portata a termine solo nel 1917. Nel frattempo la struttura divenne sede della confraternita delle ‘#Anime del Purgatorio’.
Negli anni la chiesa fu al centro di fenomeni paranormali che rinsaldarono nei fedeli un fideismo per certi versi di carattere medievale.

 Nel 1897 infatti un violento incendio, causato da alcuni ceri accesi, devastò l’altare, ma sul muro restò l’immagine di un volto sofferente.

Scontata l’interpretazione data dai frati. Si trattava senz’altro del volto di un’anima che chiedeva suffragi. 
E da quel momento Padre Jouet cominciò a raccogliere in tutta Europa prove di #anime manifestatesi ai vivi, al fine di ottenere preghiere per purificarsi.
Era la testimonianza dell’esistenza del Purgatorio, quel regno descritto dalla fantasia di Dante e negato ultimamente da Papa Francesco.
Il frate raccolse tutti i cimeli e li radunò in un piccolo museo, adiacente alla sacrestia, all’interno della chiesa.

Il museo e i suoi cimeli

Il comune denominatore dei cimeli custoditi all’interno di questa stanza è l’impronta di una mano bruciata, che nell’immaginario collettivo rappresenterebbe la presenza di uno spirito sofferente, in cerca di aiuto.

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Impronta di mano bruciata

Ovviamente la Chiesa non si esprime in merito a questi cimeli, specie in un momento di profondo e radicale mutamento come questo. Messe da parte le suggestioni e le coercizioni medievali, cerca di stare al passo con i tempi, ma soprattutto di rinnovare la sua immagine.

Tutto ciò grazie soprattutto a Papa Francesco. L’uomo nuovo, venuto dall’altra parte del mondo. Francesco, il grande rinnovatore, l’uomo che conosce la vita e la realtà concreta degli ultimi

San Pietro

Ma l’enigma continua e la chiesa del Sacro Cuore del Suffragio rimane lì, a #Roma, a custodire i segreti o forse le suggestioni del passato.

#IrmaSaracino

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