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Passione, un racconto vibrante di emozioni

DiIrma Saracino

Ott 29, 2023
passione

Una pagina di vita, palpitante, sofferta, quella scritta da Spyridon Trousas. Una pagina di pura passione

Parlare di Spyridon Trousas é come parlare del vento che soffia sulle fragilità dell’essere umano. Il suo mondo, racchiuso nel guscio di una terra che ha scritto la storia, é pervaso da quello spirito sublime della consapevolezza del limite. In ‘Passione’, un racconto estremamente coinvolgente, l’autore trascina il lettore in una storia d’amore che é anche lo spaccato di una società troppo incline alla condanna.

passione
Spyridon Trousas premiato per il racconto passione

Passione

Padre Neofitos aveva trent’anni quando gli fu affidata la parroccchia di un piccolo #villaggio di Corfù, situato in una vallata. I suoi abitanti, ancora scioccati, a causa della seconda guerra mondiale e di quella civile, cercavano di tornare alla vita normale.

Non avevano smesso di rispettare gli usi e costumi della tradizione, conservando un profondo sentimento religioso. Accolsero, quindi, a braccia aperte il giovane #prete, con devoto rispetto verso il suo ministero.

La Diocesi gli offrì, a vita, una casa che si trovava vicino alla Chiesa madre,, dove ancora si avvertiva la presenza del venerando che lo aveva preceduto, il cui abito logoro era rimasto appeso al muro.

A vederlo, Neofitos impallidì di paura: un giorno anche lui sarebbe stato ricordato per la veste rimasta appesa al muro.

Si chiese se ce l’avrebbe fatta a vivere una vita umile e solitaria, piena di sacrifici, in meditazioni e lotta contro il male.

Passione

Un incontro fatale

Alla vigilia della festa di San Spyridon, la parrocchia e il #villaggio si preparavano per il grande evento. I ragazzi imbiancavano a calce il recinto, i muretti e i gradini della chiesa. Le ragazze portavano fiori, basilico e rametti di mirto per ornare le immagini sacre e le foglie di alloro da spargere sul pavimento.

Fu allora che padre Neofitos vide per la prima volta Maddalena. I capelli neri, la pelle olivastra,, le labbra umide e il suo sguardo penetrante lo fecero sobbalzare. La fissò intensamente e si sentì subito indifeso di fronte a lei, come é il fiore al soffio del vento.

Il giorno della festa, dopo una lunga celebrazione liturgica, cominciò la danza. Tra la gente del villaggio, il giovane sacerdote non riusciva a distogliere il suo sguardo da Maddalena. Quel corpo armonioso, che ballava, lo affascinava e lo faceva sentire pronto ad arrendersi al desiderio erotico.

L’atmosfera festosa, con la frenetica voglia di divertirsi, disinibì la sua coscienza. Si dimenticò dei voti religiosi. La voglia di abbracciare Maddalena, impadronendosi di lui, lo erose come un tarlo.

A trent’anni, la gioventù gli sfuggiva, senza l’esperienza di una relazione con una donna. Cosa provava per lei? Amore, istinto, ammirazione? Accecato dalla passione, decise che sarebbe diventata sua.

Maledetta bellezza’, mormorò tra sé, bevendo d’un fiato un altro bicchiere di vino.

Tentazione

Destino

Nuvole grigie coprivano il cielo quando la incontrò. Il destino si stava per prendere gioco di lui. Infatti, a metà strada verso il villaggio, si scatenò un temporale con forti tuoni che rimbombavano nei burroni e fulmini minacciosi che accoltellavano le nuvole.

I due trovarono rifugio in una stalla. Era troppo buia, così Neofitos tirò fuori dalla tasca un accendino e accese la lanterna arruginita appesa in una nicchia del muro: un tavolo vecchio, due sedie disfatte, un letto di legno con un materasso di paglia e un ascco di piccole cose, appese a chiodi o sparse qua e là sul pavimento, come pure utensili da cucina, campanacci, bastoni e molti barattoli.

Maddalena tolse dal suo grembiule una mezza pagnotta di pane, poche olive, poche mandorle e una bottiglia divino e le mise sul tavolo, dopo aver posato un piccolo tovagliolo.

‘ Chissà quando smetterà questa burrasca?’, mormorò preoccupata.

Il #prete andò verso la porta di legno, dando un’occhiata, corse fuori. Tornò ancora più bagnato, con i suoi abiti che aderivano al corpo, mettendolo in risalto.. Teneva nelle mani un mazzo di ciclamini e glieli offrì.

‘Ricompensa per la piccola cena…Il tempo é peggiorato e tarderà a ritornare sereno’, disse e la guardò con dolcezza. Dopo Neofitos raccolse i legni che erano sparsi e accese il piccolo caminetto con un po’ di paglia. Subito la stalla diventò calda e ospitale. Maddalena lo invitò a togliersi l’abito e acoprirsi con il vecchio mantello del pastore, appoggiato sul letto. Diversamente si sarebbe preso un brutto raffreddore.

Nel pogerglielo, si voltò per non guardarlo. Dopo prese l’abito, lo appoggiò su una panchina di cipresso che era messa vicino al caminetto, per asciugarlo.

Gocce di pioggia, come diamanti, cadevano ancora dai suoi capelli e la donna glieli asciugò con un fazzoletto. Lui, sentendola così vicina, non resistette più. La prese tra le braccia e la sdraiò sul letto.

Il suo respiro diventò affannoso, le sue mani cominciarono ad esplorare il suo corpo come fa un naufrago su un’isola sconosciuta. Maddalena si lasciò andare alle sue carezze, si abbandonò docile all’ebrezza sensuale che le suscitavano, fino a unirsi a lui con passione.

La pioggia cessò e abbandonarono il loro piccolo nido erotico. Il desiderio, trascinandoli come un torrente, si portava via nel suo impeto i giuramenti di Neofitos e l’onore di lei.

La luna, pallida, corse a nascondersi dietro le grandi nuvole grigie e tutto il #villaggio fu sommerso dal buio. Il silenzio più assoluto era interrotto soltanto dal canto lamentoso del cuculo.

L’abbandono

Era mezzanotte passata. La leggenda dice che in queste ore notturne vagano spiritii maligni e fantasmi. Una di queste creature sembrava l’uomo che risaliva furtivo l’impervio sentiero tra felci e mirti, che conduceva a una grotta, con qualcosa avvolto in un triste telo.

Quella caverna.. Nessuno, fino ad allora, aveva avuto il coraggio di esplorare, credendo che fosse la porta dell’Ade. Alti cespugli di lecci, che il #prete scostò con grande difficoltà, ne nascondevano l’entrata, che sembrava l’enorme bocca di una belva preistorica, pronta a divorare la sua preda.

Un brivido percorse la schiena del giovane prete, mentre s’inginocchiava sul terreno muschiato, credendo si sentire le voci degli spiriti infernali che lo chiamavano. Gli sembrò d’impazzire, un lamento gli uscì dal petto, mentre dalle mani, quasi paralizzate, scivolava l’oscuro peso del suo peccato, rotolando nel fondo buio.

Uno stormo di pipistrelli spaventati lo circondò. Pensava che sarebbe svenuto, ma ebbe la forza di mormorare una preghiera. Trovato il coraggio di alzarsi in piedi, lasciò, il più presto possibile, quel posto terribile. Barcollando, iniziò a scendere verso il villagiio, liberatosi del peso peccaminoso.

Il tormento

I fiori emanavano il loro profumo snervante nell’aria umida, i tronchi rugosi degli ulivi sembravano arpie pronte a divorarlo. Pensava che nel cortile della chiesa di S. Elia angeli punitori gli avessero teso una trappola. Pensò che le voci delle anime miserabili della grotta continuassero a chiamarlo, sempre più forte. Ora poteva sentirle chiaramente.

Gli davano del peccatore, dell’assassino, adultero, bugiardo. Preda delle sue passioni giovanili, lo invitavano ad unirsi a loro. Gridò, ma la sua voce debole rimase senza risposta. Si sentiva mancare il respiro. Voleva scappare e abbandonare il villaggio il più presto possibile.

Senza rendersene conto, cominciò a scendere per la strada principale, non sapendo dove andare. La colpa e il rimorso lo portavano al dolore e alla disperazione.

Inquietudini, tormento

Dalla strada aveva sentito il rumore di un veicolo. Nascostosi dietro alcuni cespugli, vedeva il pullman che andava in città e, dietro le finestre appannate, poteva distinguere per l’ultima volta la donna che gli aveva fatto conoscere l’amore carnale, che lo aveva fatto sentire uomo vero. Quella che gli aveva dato momenti di felicità immensa, ma che, nello stesso tempo, lo aveva portato sull’orlo del baratro.

Poteva lei seppellire nella tomba del tempo un pezzo della sua carne, spazzato via nell’abisso buio? Poteva mai perdonarlo o doveva odiarlo per sempre? Tutto era accaduto senza la sua volontà, a parte il suo amore per lui, che era il responsabile di tutto il resto.

Lei, la famiglia

La famiglia di lei era riuscita a tenere il segreto proibito della gravidanza per nove mesi e aveva stabilito la scomparsa e la #morte del neonato con la collaborazione e il supporto del prete. Avrebbe così salvato dalla denigrazione e dal disonore pubblico tutta la famiglia della ragazza, lui compreso.

Il pianto di lei e le sue suppliche da puerpera non avevano convinto per niente i suoi parenti a cambiare idea. Nessuna pietà. Aveva offeso l’onore e la reputazione della famiglia e lei aveva dovuto pagare con il prezzo più caro: la #morte di suo figlio e il suo esilio.

Ogni altra iniziativa da parte sua sarebbe stata uno scandalo per la chiusa e conservatrice società del villaggio, la quale era pronta a divorare, come un animale vorace. Una società che portava all’umiliazione e che poteva mordere fino alla morte.

Neofitos si dileguò come un ubriaco. Sentiva la sua testa torbida come il polverone lasciato dall’autobus mentre si allontanava. Inconsciamente, risalì verso il vecchio castello. Quello che aveva lasciato il tempo erano pochi resti di una cappella e alcuni edifici.

Nella nicchia di una parete della chiesa c’era un afresco danneggiato della Vergine. Lì si inginocchiò, dolorante sia nel corpo che nell’anima.

Come era possibile che una persona come lui chiedesse misericordia? Lui che aveva completamente ignorato i comandamenti del Signore? Non c’era speranza di pentimento e spazio per il perdono.

Era stato maledetto e disonesto davanti a Dio e alla gente. Solo la morte avrebbe potuto alleviare il suo dolore.

Lo strisciare di un serpente accanto lo fece rabbrividire. Pensò che fosse impazzito, cominciò a strapparsi le vesti, buttandole sulle radici di un albero di Giuda, fino a rimanere completamente nudo, come Giuda stesso e Adamo. Traditori come lui.

Questo fu l’ultimo suo pensiero. Da una delle ripide discese del castello il suo corpo precipitò, rotolando da pietra a pietra, fino a quando un ruscello di sangue tinse di rosso le rocce e quel corpo, ormai senza vita, si fermò sul bordo della gravina.

Uno sciacallo ululò più in là.

Passione’ di Spyridon Trousas