MOBILIO ED OGGETTI NELLA RICERCA PARANORMALE

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Il mobilio racchiude l’#energia dei suoi proprietari? Scopriamo insieme perchè indagare in una casa ancora arredata sia molto differente rispetto ad ambienti vuoti

Durante la ricerca parano#rmale capita spesso di indagare in posti molto diversi fra loro.  Alcuni completamente vuoti, privi di ogni cosa. Altri invece, ancora pieni di oggetti e mobilio.

Ma effettivamente le suppellettili presenti ancora in determinate case possono davvero fare la differenza?

Scopriamolo andando ad esaminare un caso di indagine al quale ho partecipato personalmente un po di tempo fa.

La casa abbandonata di Palagiano

In provincia di Taranto,  esattamente in agro di Palagiano, vi è una vecchia #casa di campagna, nella quale oramai i proprietari preferiscono non abitarci più.

La usiamo solo come deposito di oggetti ed attrezzi“, mi riferiscono,”preferiamo non passarci molto tempo all’interno”.

La #casa è di pertinenza ad un vasto terreno agricolo. Risale agli inizi del 1900, ed i proprietari, ereditato l’immobile dai loro familiari, avvertono oramai da sempre un profondo senso di disagio.

“Quando sei dentro è come se qualcuno ti osservasse alle spalle. Siamo convinti di non essere soli quando siamo lì”.

Incuriosito, chiedo di poter espletare un accertamento con la mia solita strumentazione. Mi lasciano le chiavi, mi lasciano l’intera proprietà a disposizione.

Sensazioni

Questa volta sono da solo ad effettuare l’esame di questo luogo. E, una volta entrato nella casa, fatto un giro preliminare, avverto sin da subito un’aria davvero pesante, una sensazione sgradevole, qualcosa di persistente che mi respinge con la sua carica negativa, mi mette a disagio e mi opprime…..

Inizialmente penso che sia solo suggestione, dovuta anche all’arredamento piuttosto datato della casa. Inizio a collocare una telecamera infrarossi fissa nella camera da letto ed un registratore nella stanza adiacente.

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Procedo poi con la mia strumentazione ad esaminare le varie stanze, ed effettuare sessioni di EVP.  Nessuna alterazione del campo elettromagnetico, non sugli EMF almeno, fino a quando la torcia posta sul letto inizia a lampeggiare in seguito alle mie domande.

“Dammi un segno della tua presenza, altrimenti resto qui fino a notte fonda fin quando non me lo dai”.

La torcia inizia a lampeggiare con insistenza, e diverse sono le interazioni che si succedono in sequenza.

Colloco quindi una seconda torcia affianco alla prima. E, non appena affermo di sapere che lì dentro ci sono entità che permangono da diverso tempo, la torcia di sinistra inizia a lampeggiare.   Contestualmente anche la torcia collocata a destra subisce una variazione di luminosità.

Queste due  interazioni, sia pure brevi, rivestono una importanza fondamentale per poter considerare con una buona probabilità la natura non casuale dell’evento (non escludere, si badi bene).

Rilevanti altresì gli EVP registrati.  Alcuni di classe A, formatisi sotto determinati rumori ambientali.  Prova che un rumore di fondo (possibilmente dinamico) è indispensabile per il transito delle voci elettroniche nella nostra dimensione spazio -temporale, e di gran lunga preferibile ad un rumore statico come il”white noise“.

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La sensazione di disagio è talmente forte che non riesco a stare all’interno della casa per più di un’ora e 30 minuti circa.

Conclusioni

Sono portato dunque a ritenere che gli oggetti abbiano una propria capacità di immagazzinare cariche energetiche legate a chi prima frequentava determinati ambienti, conservandone vivo il ricordo.

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E voi cosa pensate al riguardo?

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#GianlucaZaccaria

#GruppoRicercaParanormaleTaranto