Annabel Beam, quando il Paradiso può attendere

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Una storia incredibile quella di Annabel Beam. Una guarigione improvvisa, dopo un calvario di 4 anni.

Il suo nome è ormai noto e la sua vicenda, resa celebre dal film ‘ Miracoli dal cielo’, ci lascia attoniti. Ma la storia di Annabel Beam comunque ci fa riflettere su realtà che talvolta preferiamo ignorare. O forse, per chi le ha vissute, dimenticare.

Dimenticare il dolore sordo di fronte alla malattia di un figlio. Le giornate interminabili trascorse in ospedale e quel senso di impotenza che lacera, che impedisce anche il pianto. L’incapacità di pregare e l’urlo che implode dentro, che squarcia il silenzio più profondo, mentre un sorriso forzato appare su un volto sofferto. Poi, le parole di incoraggiamento e quella voglia irrefrenabile di aiutare la propria creatura, di farsi carico delle sue sofferenze.

Ma Christy Beam, mamma di Annabel, ha rotto il naturale riserbo della sofferenza e ha voluto raccontare la storia di sua figlia. Della sua incredibile e inspiegabile guarigione.

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Annabel e Christy Beam




La malattia

Sin da quando aveva solo quattro anni, Annabel soffriva di una #malattia rara: la pseudo-ostruzione intestinale cronica con disturbi da ipomotilità antrale. Per lei mangiare era un vero supplizio. Avvertiva infatti acuti dolori addominali, nausea e vomito. E il cibo era così il suo nemico.

Straziante il racconto della bambina, che ricorda con dolore la fase più acuta della sua #malattia e gli interventi chirurgici che ne seguirono. Un’infanzia trascorsa, quindi, nella sofferenza.

Poi, uno spiraglio. L’incontro col dottor Samuel Nurko, di Boston, specializzato in patologie dell’infanzia.

Cominciarono così i viaggi frequenti della famiglia Beam dal Texas, in cui risiedeva, a Boston. Per Annabel fu una gioia, cominciava a provare un certo sollievo, grazie alle cure del dottor Nurko, che in breve divenne suo amico.

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Annabel e il dott. Nurko

Il racconto del dottore

Quando l’ho visitata,- spiega il dottore- Annabel soffriva tantissimo. Aveva difficoltà a trattenere il cibo, vomitava, aveva dolori all’addome. Le diagnosticai una pseudo-ostruzione intestinale cronica. A causa di questa malattia, i nervi dell’intestino e i muscoli non lavorano bene e il movimento è ostruito”.

Una patologia grave, quindi, incurabile. Ma grazie alle cure del medico riusciva a provare un certo sollievo.

La caduta dall’albero

La #malattia, però, degenerava sempre di più. E un giorno di quel fatale 2011 accadde l’impossibile.

Annabel se ne stava da sola, seduta nel giardino di casa, quando la sorella più grande le chiese di giocare insieme a lei e di salire sul grande pioppo che troneggiava in giardino.

La bimba tentò di arrampicarsi sul tronco, ma, una volta arrivata in cima, perse l’equilibrio e cadde all’interno del tronco stesso, precipitando a testa in giù per circa 10 metri.

La cavità del tronco

La famiglia allertò subito i soccorsi. Ci vollero 5 ore prima che venisse estratta. I vigili del fuoco, che ormai si aspettavano il peggio, rimasero a bocca aperta. La bambina appariva incredibilmente serena. Inoltre, aveva riportato solo qualche graffio ma nessuna frattura.

Come raccontato dalla madre al magazine People,  i vigili del fuoco evidenziarono come fosse calma. Se qualcuno fosse caduto nel tronco di un albero e fosse rimasto lì per cinque ore, avrebbe avuto infatti una reazione ben diversa.

Il ritorno dal Paradiso

Subito trasportata in ospedale, Annabel risultò in perfetta salute. Della sua malattia non c’era più traccia. Sgonfio anche l’addome.

Di fronte allo stupore generale dei medici e dei familiari la bimba dichiarò seraficamente di essere stata in #Paradiso e di aver incontrato Gesù. E sarebbe stato proprio Lui a convincerla a tornare, garantendole una perfetta #guarigione.

Da quel momento cominciò una nuova vita per la piccola, che ora ha 17 anni ed è in perfetta salute.

Il parere del dott. Nurko

“Non mi è mai capitato di assistere a una #guarigione fino a quel punto- ha dichiarato Samuel Nurko in un’intervista al Boston Globe- ma abbiamo visto pazienti che hanno avuto esperienze che hanno in qualche modo resettato il corpo.

Di certo quello di Annabel è stato un evento intimo importante per lei. In molti casi è stato dimostrato che il benessere interiore, la fede, l’attitudine, le esperienze, le interazioni familiari, sono tutte cose che influenzano il modo in cui si reagisce alla malattia”.

L’interrogativo

Appare, comunque, inspiegabile come una bambina, in precarie condizioni fisiche, possa essere precipitata a testa in giù per circa 10 metri senza riportare alcuna frattura. Rimanendo praticamente incolume.

Miracolo? Sono interrogativi ai quali la scienza non sa o non può rispondere.

#IrmaSaracino