Reincarnazione, l’interrogativo continua

Negata dal Cristianesimo, la reincarnazione è ancora un enigma. Molte le testimonianze di persone, bimbi che ricordano luoghi o dettagli di vite precedenti.

Inutile chiedersi che cosa sia l’#anima e se la reincarnazione sia realtà o fantasia. Nessuno potrebbe dare una risposta.

Energia, spirito? L’uomo si confronta da sempre con questo interrogativo, ma le risposte sono inutili.


Il mistero è in noi, nel nostro essere. E la vita, come la morte sono enigmi legati a una dimensione che non ha nulla di razionale. 


L’approccio con questo tipo d’indagine può essere di tipo fideistico, ma anche scientifico. Ammesso che le tante dimensioni della Fisica possano avere un approdo definitivo. Tutto è da scoprire o probabilmente non è dato all’uomo affacciarsi sulla soglia del limite.


Forse legata al mondo delle credenze popolari è appunto la reicarnazione, ovvero la capacità dell’anima di incarnarsi nuovamente in altri esseri. 


Ma non mancano testimonianze incredibili in merito a questo perenne enigma. Racconti di vite passate. Ricordi inverosimili, che lasciano stupiti.

I racconti di Cameron

Quando nel 2007  rimbalzò sulle cronache la storia di #Cameron Macaulay, un bambino scozzese di pochi anni d’età, l’eco fu notevole.

Il bimbo infatti, come testimoniato dalla madre, ricordava i dettagli di una vita precedente, parlando di luoghi in cui non era mai stato e di persone che non aveva mai conosciuto.


Crescendo, i suoi racconti diventarono sempre più specifici.  Diceva di essere cresciuto a Barra, un’isola sperduta a nord della Cornovaglia, a 300 chilometri dalla sua città, dove, naturalmente, non era mai stato prima. Ma soprattutto nominava di continuo la sua «vecchia» famiglia.

Parlava della mamma e dei suoi fratelli di prima e  del  vecchio padre, Shane Robertson, morto in un incidente d’auto. Ed anche la descrizione della precedente casa era dettagliata. 

Era grande, bianca e affacciata su una baia di Barra, dalla quale diceva di sentire il rumore degli aerei che atterravano sulla spiaggia. Giungeva addirittura a lamentarsi della casa di adesso, dotata di un solo bagno, mentre quella «di allora» ne aveva tre. 

I racconti del bimbo erano spesso accompagnati dalle lacrime. In lui infatti era vivo il desiderio di tornare alla sua vita precedente. E nè le maestre, nè la mamma riuscivano a placarlo.

Il giorno del ritorno

E fu così che un giorno la signora #Norma, unitamente a una troupe televisiva e al dott. Jim Tucker, direttore della clinica di Psichiatria infantile della Virginia University, decise di portare il figlioletto a Barra.


Giunti sul posto, nello stupore generale, #Cameron riconobbe la casa, bianca, isolata e affacciata su una splendida baia di cui aveva tante volte parlato alla madre.


Nei pressi della casa, inoltre, si diresse speditamente  verso un ingresso segreto, nascosto da cespugli, ignoto a tutti.


Dalle testimonianze del posto emerse anche che realmente una famiglia Robertson era esistita su quell’isola e aveva abitato in quella casa, affacciata sulla baia di Cockleshell. Cameron non aveva mentito e gli occhi attoniti del mondo si rivolsero verso di lui. Si era dunque realmente incarnato?


Da quel momento però di lui si è parlato poco e la vicenda forse è stata dimenticata da molti. Ma gli interrogativi sulla reincarnazione rimangono.

#IrmaSaracino