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Il racconto dell’ultimo addio

Intenso e sofferto il racconto dell’esperienza vissuta da una donna nel momento del distacco dalla madre.

Il racconto. C’è sempre, una soglia, un limite, invalicabile, imperscrutabile che ci attende. Inesorabile e vero come la vita, questo supremo limite è lì. E la certezza di esso  offusca la nostra esistenza.

Sono tante le testimonianze di quanti vi sono stati vicini. Ed è unico il filo conduttore: un viaggio, ultimo, verso la luce.

Ma quando avviene il distacco da una persona cara il dolore prevale e la sofferenza è tale da avvertire quasi un dolore fisico.

Il ricordo di mia #madre si confonde con quello dell’ultimo #addio, avvenuto in maniera traumatica, senza avere una sua parola. L’ultima. E il trauma del suo decesso improvviso è ancora vivo. Quasi fosse un perenne tormento.

Gli ultimi gerani

Le avevo portato un vaso di gerani  in quella grigia mattina. E il suo sorriso, malgrado fosse in un luogo di dolore, mi aveva gratificata.

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Il ricordo dei fiori

Amava i fiori, i profumi. Quelli della natura, ma soprattutto quelli dell’anima. E riusciva a trasmettere queste sue sensazioni in quanti le fossero vicini.

Ma non sapevo che quella sarebbe stata l’ultima volta che l’avrei vista viva. La sera dello stesso giorno arrivò la notizia. 

Ero instupidita dalla sofferenza. Mi sembrava impossibile. Ma, soprattutto, mi sentivo in colpa per non esserle stata vicino nel momento supremo del suo distacco.

Il dopo

Poi, la solitudine, quella peggiore, quella voluta. Sempre più in fondo, verso l’abisso. 

Unica compagnia

Unica compagna? Una sigaretta fumata con stizza. Una sorta di esorcismo della rabbia.

Ma, un giorno, mentre precipitavo sempre più giù, un #profumo improvviso, strano, forte e persistente, mi riportò alla vita. Non riuscivo a capire che profumo fosse. Non avevo fiori in casa, solo sui balconi. Ma faceva freddo ancora e le finestre erano chiuse.

Il #profumo inondava la casa e chiunque venisse lo percepiva. 

Sono sempre stata estremamente razionale e concreta, ma quella volta non riuscivo a dare una spiegazione.

Finchè una pioggia improvvisa diede la risposta a tutti i miei interrogativi. Mi precipitai sul balcone per chiuderlo e.. rimasi folgorata. I gerani bagnati emettevano quel profumo.

Allora ricordai. La mattina in cui vidi mia #madre per l’ultima volta pioveva e, da dietro ai vetri, vedemmo i gerani bagnati. Mia madre sorrideva.

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il ricordo nella nebbia

Era questo il suo ultimo #addio. Erano quelle parole che non aveva potuto dirmi. Prima di andare.

E…finalmente, piansi.

Il racconto

Il racconto sofferto di questa esperienza è una testimonianza che io ho raccolto dalla viva  voce di una persona della cui identità preferisco non parlare.

I commenti li lascio ai lettori.

#IrmaSaracino

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