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Solstizio d’estate, al di là del mistero

Il fascino dell’enigma si colora di verità nel giorno del solstizio d’estate. Il giorno in cui il sole celebra il suo trionfo.

Sole, Luna, luce, ombra, hanno sempre rappresentato le energie vitali dell’uomo e della Natura, nella sua forza primigenia. Energie contrastanzi, ma in grado, proprio per la forza del loro contrasto, di dare la vita. E, già nelle civilà millenaristiche, il ciclo di queste forze energetiche, di questi astri, trovava la sua compiutezza e la sua applicazione nella ciclicità delle stagioni. Ma il solstizio d’estate rappresentava l’apoteosi della vita, dell’energia solare, capace di trasfondere il suo potere anche nelle erbe, nelle pietre, nei metalli.

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Il fuoco come simbolo dell’energia solare

L’uomo, pertanto, ha sempre celebrato questo giorno con cerimonie e rituali, fortemente legati al trionfo del #Sole, che comunque proprio il 21 giugno inizia a declinare.

Infatti, dopo il Solstizio d’Estate, le giornate iniziano lentamente, ma inesorabilmente ad accorciarsi fino al solstizio d’inverno, in quella che è la fase “calante” dell’anno.

I templi e i monumenti

Che il legame tra uomo e astronomia, nelle più antiche civiltà, sia stato alla base dei cicli della vita é ormai comunemente noto. Il modus vivendi di queste remote comunità, legate a un’economia primitiva, basata sui cicli della madre terra, era prevalentemente alla base di questa stretta connessione.

E anche la religiosità si ammantava di un misticismo che sfociava nella #magia. Le danze erano spesso propiziatorie e legate a culti talvolta orgiastici, ma asssolutamente liberatori. Mentre le costruzioni sacre erano, nella loro struttura e dimensione, connesse agli astri.

Ne é un esempio tipico il complesso monumentale di Stonehenge, ancora oggi un enigma, ma fortemente connesso alla luce solare che filtra attraverso i megaliti dell’area nei giorni dei solstizi e degli equinozi. Stonehenge, un mistero per l’Archeologia, che divide gli studiosi!

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Stonehenge

Per molti un tempio celtico, per altri un antico osservatorio astronomico. Ma quale che siano le effettive funzioni di questo enigma del passato sono strettamente collegate al #Sole. Perché il Sole e il suo simbolo, il fuoco, sono al centro di tutte le religioni delle antiche civiltà e rappresentano le divinità positive, contrapposte a quelle tenebrose, malvagie.

Astronomi e sacerdoti, quindi, all’alba della civiltà, si identificano. Altari e osservatori astronomici si confondono. E non c’è da stupirsi, pertanto, se in ogni tempo e luogo il giorno del Solstizio viene celebrato con feste, falò, rituali magici e religiosi. 

Il Pantheon

Ed anche il Pantheon di Roma assume, il 21 di Giugno, una valenza simbolica che é anche esoterica.

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Interno del Pantheon

Antico tempio pagano, edificato nel 27 a.C. dai geniali architetti di Marco Vipsano Agrippa, genero di Augusto, ancora oggi stupisce per la sua architettura.

Di forma rettangolare inizialmente, a seguito di due incendi, fu ricostruito nella forma attuale per volontà dell’imperatore Adriano ( 118-125). E, da allora sembra racchiudere nel suo scrigno temporale i misteri di una luce che si ammanta di valenza esoterica proprio nel giorno del solstizio d’estate.

Edificato in un luogo simbolico di Roma, la Palus Caprae, tra i colli Quirinale e Campidoglio, dove la tradizione narrava che Romolo fosse stato trasportato in cielo dal dio Marte, doveva assolvere ovviamente a una funzione celebrativa del mistero e della grandezza dell’Urbe.

La struttura

L’edificio, infatti, è preceduto da un pronao con sedici colonne disposte su tre file. La grande aula, alla quale si accede attraverso un portone di bronzo, richiama la sfera, che notoriamente é la forma geometrica perfetta.

Di forma circolare, colpisce, alla sommità della sua cupola, un’apertura di circa 9 m. di diametro ed é proprio essa che scandisce i periodi e i giorni dell’anno.

Il sole infatti, filtrando attraverso questa apertura, proietta un’ellisse luminosa all’interno dell’edificio. I punti della proiezione variano a seconda dell’ora e dei giorni dell’anno, ma solo il 21 di giugno questa ellisse si proietta dul punto più basso: il pavimento.

Il significato? fino a questo momento solo congetture.

Perché questo é il fascino dell’Archeologia. Viaggiare attraverso il tempo negli usi e costumi di civiltà spesso remotissime, basandoci su reperti e dati oggettivi che sembrano ogni volta aprire nuovi squarci sugli enigmi del passato, ma che non possono fornire certezze.

Ed anche le suggestioni di una Natura, ove possibile, incontaminata, nonché i misteri di remote costruzioni ci portano a sentire, percepire quelle vibrazioni ancestrali che le forze primigenie del Creato hanno saputo trasmettere ai nostri antenati.

Così, ancora una volta, il 21 giugno, solstizio d’estate scandisce il ciclo perenne della forza vitale, dell’ #energia pura del Sole e la magia si rinnova.

#IrmaSaracino

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