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L’Aida del Taranto Opera Festival sorprende tutti

Atteso primo appuntamento con la lirica ieri sera in Villa Peripato a Taranto. In scena l’Aida. Un vero successo.

Un progetto ambizioso, quello dell’Associazione Musicale Domenico Savino di Taranto! Rappresentare infatti l’Aida, forse l’opera più fastosa e imponente di #Verdi, non é facile, soprattutto per la necessità di spazi adeguati.

Non é un caso infatti che l’Aida sia una delle opere più rappresentate nell’Arena di Verona, in cui lo sfarzo e la maestosità degli impianti scenografici trova la sua giusta collocazione.

Aida
“Verona Opera Festival – Aida” by Ib Aarmo is licensed under CC BY-NC-ND 2.0

Eppure ieri sera il primo appuntamento del #Taranto Opera Festival ha sorpreso piacevolmente tutti, anche gli usuali dissidenti, sempre propensi alla critica malevola, pur di ostentare competenze spesso inesistenti.

L’allestimento scenico

Le perplessità iniziali infatti sono state fugate sin dalle prime battute, quando un allestimento scenico, invero bello e calibrato, ha garantito la messa in scena di un’opera degnamente contestualizzata. Scevra da quelle trovate minimaliste che snaturano il melodramma e, purtroppo, così frequenti ai nostri giorni.

Aida
Alcuni momenti dell’Aida di Taranto

Frutto della mano sapiente dello scenografo, Damiano Pastoressa, che ha saputo interpretare l’intento rappresentativo del regista, Gianluca Chiera, decisamente fedele allo spirito dell’ #Opera verdiana.

In questo contesto, una luce nuova é stata data dagli splendidi costumi di Angela Gassi, in grado di rendere appieno la cultura e il fascino di un popolo, quello egizio, per molti versi ancora così misterioso.

La storia, i protagonisti

Poi..la magia delle voci e della musica! E, protagonista, ancora una volta, l’amore. Un amore contrastato, disperato. Un amore capace di unire anche nella morte la bella Aida, schiava alla corte del Faraone, e il condottiero Ramades, eroe egizio. Condottiero acclamato e fedele al suo sovrano.

Conflitti interiori, incertezze e passioni resi appieno dalle potenti voci di Marika Franchino, straordinaria Aida, e di Francesco Anile, nelle vesti di Ramades.

Ma non sono stati da meno gli altri interpreti che hanno saputo dare voce e corposità ai rispettivi personaggi. Alessandro Arena, il re. Gabriella Aleo, Amneris, figia del re e a sua volta innamorata di Ramades.

E, per finire, ma non da meno, Luca Simonetti, Amonasro , re etiope, padre di Aida, nonché Dante Roberto Muro, Ramfis.

Straordinaria anche la performance del coro, elemento portante dell’opera rappresentata.

Il coro lirico ‘Bitonto Opera Festival’, abilmente diretto dal maestro Giuseppe Maiorano, ha dato il meglio interagendo sapientemente con le voci dei protagonisti e con l’orchestra, diretta magistralmente dal maestro Marco Codamo.

Tutto perfettamente calibrato in una composizione armonica priva di sfasature.

Insomma una messa in scena di tutto rispetto che ha rinverdito il fascino, la magia dell’ #opera lirica classica, lontana da quelle farse pseudo innovative e anacronistiche che affliggono palcoscenici anche di prestigio.

Gli applausi

#IrmaSaracino

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