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I Chachapoyas, l’enigma oltre la Storia

Riapre in Perù il sito archeologico di Kuelap, roccaforte un tempo di uno dei popoli più misteriosi della terra: i Chachapoyas

Alti, capelli biondi ed occhi azzurri, I Chachapoyas ( guerrieri delle nuvole), ancora oggi costituiscono uno degli enigmi irrisolti della Storia dell’ uomo.

Oscura infatti la loro origine, ma soprattutto singolare il colore chiaro della loro pelle, nonché la loro altezza, se si tiene conto dell’area in cui vivevano, il #Perù, e delle caratteristiche fisiche delle popolazioni locali.

Le ipotesi

 Un popolo antecedente alla dominazione degli Inca  e che ha alimentato tantissime ipotesi e congetture.

Molti sono infatti  i sostenitori della loro origine aliena e, in effetti, sorprende il loro grado di civiltà,( oltreché il loro aspetto fisico)  testimoniato dai reperti archeologici in nostro possesso.

Che fossero dei #guerrieri è chiaro. Una massiccia cinta muraria, alta fino a 19 metri cingeva infatti la città di Kuelap e tutte le altre loro città.

Chachapoyas
Parte della cinta muraria

L’intento era chiaramente difensivo, ma sorprende che abbiano potuto edificare simili costruzioni ad un altitudine di circa 4.000 metri. Come sorprende  l’organizzazione spaziale all’interno delle mura difensive. Perfettamente suddivisa e adeguata alla destinazione d’uso.

I luoghi

Le nubi e le nebbie delle #Ande settentrionali erano il loro orizzonte e la natura selvaggia ed impervia dei luoghi certamente non li spaventava.

Chachapoyas
Tipico panorama andino

Vivevano ad altitudini incredibili, tra il verde delle foreste amazzoniche e le cime dei monti. Persi nella solitudine di spazi che confinano con l’Infinito.

Di loro si comincia a parlare a partire dal 200 d. C., ma c’è chi sostiene che in realtà la loro presenza risalga a ben 20.000 anni fa.

Ma come conducevano la loro esistenza questi #guerrieri delle nuvole e, soprattutto qual era l’aspetto cultuale della loro civiltà?

Purtroppo le testimonianze che abbiamo sono esigue. Sia per la difficoltà oggettiva di effettuare scavi in simili zone, sia per i rapporti decisamente poco amichevoli con gli Inca che, nel tempo, imposero la loro cultura e il loro modus vivendi.

L’unico dato certo, anch’esso sorprendente, è che avevano un grande rispetto per i defunti. Ma non sappiamo se credessero in una vita dopo la morte.

A seconda del loro status sociale, infatti, li seppellivano, mummificandoli, in sarcofagi, tutti antropomorfi,posti nella roccia, a picco sullo strapiombo.

Chachapoyas
Sarcofagi di Karajia

Un’impresa ardua, tenuto conto delle dimensioni dei sarcofagi, invero notevoli, e della loro posizione perpendicolare al piano sottostante.

Scalatori eccezionali, dunque? Parrebbe di sì, ma come facevano ad arrampicarsi  con simili pesi? I sarcofagi infatti sono tutti di pietra.

La sottomissione

Quando, nel XV secolo, gli Inca imposero il loro dominio sull’intera area i Chachapoyas si difesero strenuamente, purtroppo però la loro inferiorità numerica ebbe probabilmente un ruolo determinante nella loro sottomissione.

Ma i rapporti con i dominatori furono sempre molto tesi. I Chachapoyas infatti non si fusero mai con i conquistatori, rimanendo gelosi custodi delle loro tradizioni e della loro cultura.

Poi, nel tempo, questi guerrieri delle nuvole, comparsi misteriosamente tra le nebbie delle #Ande, si estinsero in maniera altrettanto enigmatica.

Le Ande

E la loro storia si perse nel tempo e nello spazio sconfinato di quelle nuvole e quelle nebbie.

Lì, in alto, tra quelle montagne che parlano  con le  voci e i sospiri del vento.

#IrmaSaracino 

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