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Chopin e il suo riflesso nello specchio della vita

Conflitti, segreti e deliri di Chopin, l’uomo che si specchiò nella vita, ma che visse solo nella sua musica.

Introverso, conflittuale, ma amabile nei modi, fino ad avere quei tratti tipici dell’aristocrazia, Chopin fu meteora, fu #musica, fu #vita.

Chopin
Monumento di Chopin

Passionale e apparentemente distaccato, dolce e violento, come i suoi demoni più reconditi, visse solo nella musica, ingannando anche l’esistenza stessa, ma soprattutto l’apparenza. In realtà, però trasformò la musica stessa in vita.

Vissuto tra il 1810 e il 1849 seppe conquistarsi l’immortalità con la voce segreta dell’anima che è tutta nelle sue melodie.

 In esse tormento, segrete passioni, deliri d’#amore vivono, divengono tangibili e si fondono in un universo magico, cosmico, in grado di sublimare l’essenza stessa dell’essere.

Chopin
Magia

L’identità

Ma chi fu realmente questo bambino prodigio, nato nella Polonia perbenista dell’800 e adottato poi dalla Parigi più all’avanguardia?

Corteggiato da tutti i salotti aristocratici, amato, stimato, eppure chiuso nell’enigma del suo essere, Chopin amò quella dimensione infinita che travalica l’identità sessuale, lo spazio, il tempo. E fu lui l’immenso.

 Infinito egli stesso, parlò attraverso la sua #musica, che divenne voce, #amore supremo, tormento.

Si arrese alla passione di George Sand, ma non si concesse mai più  di tanto.

Chopin
George Sand#

Si arrese alla quotidianità della vita, spesso trovandola banale. Perché la vita per lui era la melodia. Quella che esprimono la voce del vento, il profumo dei fiori, le mille voci del silenzio assoluto.

 E quel fuoco che ardeva dentro di lui si accese e divampò per sempre nella magia delle sue note.

Il poeta

Fu il poeta della musica perché scrisse  le pagine di un vissuto universale, in cui l’io si perde nella totalità e l’Arte acquisisce una sola voce.

I colori delle sue ballate, dei suoi preludi, dei suoi notturni sono suggestivi, talvolta sfumati, talvolta intensi, quasi accecanti.

E i bagliori sono quelli dell’anima che si rivela nella sua nudità.

Chopin sfugge, quindi, ad ogni catalogazione o stigmatizzazione sessuale, perché amò l’amore supremo, quello che travalica anche la fisicità. E la fisicità si piega in lui alla totalità di questo Amore.

Tomba di Chopin

La vita fu per questo compositore straordinario un raggio, breve ma intenso, riflesso in uno specchio misterioso, il cui enigma è chiuso ancora nei bagliori immortali della sua #musica.

#Irma Saracino

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