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La vera identità del diavolo, un gran pasticcio

Ancora oggi, ascoltando i sermoni e le apostrofi di alcuni esponenti del clero cattolico, ci si interroga sulla vera identità del diavolo.

Che l’uomo sia stato sempre consapevole delle proprie fragilità é un dato oggettivamente acquisito e appartiene alla Storia stessa dell’umanità, spesso parallela a quel mondo metafisico col quale s’interseca, creando, specie nel passato, un unicum. E il personaggio chiave di questa Storia real-metafisica é lui: il #diavolo! Responsabile di tutte le cattiverie che hanno macchiato i sentieri del tempo e della memoria. Lui, la cui vera identità é, ancora oggi, un enigma.

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Il male

Spirito malefico o serpente, uomo o donna, il diavolo ha sempre rappresentato quel lato oscuro che porta l’uomo alle azioni più nefande, facendolo precipitare nell’abisso torbido di se stesso.

Il dàimon

Già nella Tragedia Greca il dàimon era la passione che fa sprofondare la razionalità nel buio. Era il #male, la debolezza dell’ uomo di fronte al potere, al lusso che lo induceva al sovvertimento di quei valori cari alla grecità. La famiglia, la Patria, l’onore.

Ma, nel tempo le varie religioni hanno mutuato dal questa cultura il concetto del #male, nella perenne antitesi al bene. Lo hanno identificato, talvolta definito con immagini mostruose. Perché mostro e tutto ciò che é ignoto all’uomo, imponderabile!

E l’iconoclastica si é sbizzarrita, specie in età medievale, a dare una raffigurazione concreta del #demonio.

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Il fascino del Medio Evo

Per metà uomo e per metà bestia, il #diavolo ha rappresentato così un incubo nell’immaginario collettivo, scatenando quella paura idonea a tenere in uno stato di asservimento le masse.

Ma anche il giudaismo ha dato un notevole contributo alla definizione della vera identità del demonio. Per la prima volta, infatti, é comparso il nome Satana, in ebraico Satàn. Un termine, quindi, coniato dagli Ebrei e che identifica, ancora oggi, uno o più esseri astratti, dalla natura maligna, o divinità minori in molte religioni orientali.

Perché il #male, come il bene, pur variando la scala dei valori etici, sono presenti in ogni realtà sociale.

Il demonio e il Papa

Anche un uomo di cultura, quale Papa Francesco, in una recente omelia ci ha parlato in termini biblici del maligno.

«La Bibbia – ha dichiarato il Papa – dice che con il diavolo è presente nel mondo con l’invidia, che ci distrugge, ci separa l’uno dall’altro. E nella Bibbia vediamo che il Signore ci dà gli Angeli che ci accompagnano, anche per difenderci, perché loro ci difendano da questa “politica” del diavolo, distruggere. Il diavolo vuole distruggere, come ha voluto distruggere Gesù”

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Papa Francesco

Un discorso che va interpretato al di là di una simbologia popolare, quale quella biblica, ma che ha in sé delle verità che mettono a nudo i lati oscuri di questa società consumistica, in cui regna sovrano il dio denaro. 

Un discorso, però, che si presta anche a remarke di apostrofi medievali, anacronistiche ai giorni nostri.

Conclusioni

In definitiva, comunque, spirito, materia, serpente o mostro cornuto che sia, il demonio é sempre presente nelle nostre vite, nelle nostre tante fragilità.

E il male continua a confliggere con il bene in una lotta che, probabilmente, non avrà mai fine.

#IrmaSaracino

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