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Lo zar Putin, tra deliri, fobie e ipotesi di lettura

DiIrma Saracino

Mag 4, 2022
lo zar

Ipotesi, segreti avvolgono Putin, lo zar dei nostri giorni. Personaggio enigmatico, che si cela a tutti. Ce ne parla lo psichiatra Bruno Matacchieri

Inespressivo,  gelido, chi è realmente lo zar #Putin ? La parola al dott. Bruno Matacchieri.

Dott. Bruno Matacchieri

Ciò che colpisce maggiormente l’osservatore, in quest’uomo, è proprio questa sua inespressività . Come se lo zar si fosse vestito di una maschera che non vuole nascondere, ma evidenzia una parte del suo io, probabilmente soffocata  per lungo tempo.

Espressione quindi di anaffettività, di distacco emotivo per ciò che ci é dato vedere. Ma, ovviamente, sarebbe interessante studiarlo nella sua quotidianità. Nelle sue relazioni interpersonali con le persone a lui familiari

Eccessivo anche il suo riserbo, la segretezza  che ne avvolge la sfera affettiva al punto da celare persino i figli. A che cosa è imputabile questa segretezza?  

Bisogno di mostrare di sé quella che è la sua parte vincente. Dobbiamo riflettere sul suo percorso di vita: estrema povertà,  convivenza plurifamiliare forzata, #violenza e prevaricazione. Questi i modelli che ha assimilato. E che ha fatto suoi.

Altro dato biografico che, a mio avviso, può aver influito sulla sua personalità é stata la perdita di due fratelli. Un evento tragico che probabilmente ha scatenato nei genitori un atteggiamento iperprotettivo tale da non abituarlo a saper gestire le sue sconfitte.

Abitualmente un simile atteggiamento da parte della componente genitoriale comporta nel figlio lo sviluppo di una personalità aggressiva. Ma ovviamente si parla in termini ipotetici, che devono anche essere supportati da dati oggettivi.

Gli elementi a nostra disposizione sono insufficienti e spesso poco attendibili, ma osservando gli avvenimenti e i comportamenti…

E’ probabile che nella sua infanzia abbia elaborato questo meccanismo di #violenza per un desiderio di riscatto. Come in Hitler del resto, anche lui con un’infanzia difficile, segnata da lutti e dalla morte della madre.

Sono tutte persone con grande capacità manipolatoria e di aggregazione. Riescono a incantare. E’ probabile quindi che si sia di fronte a una personalità maniacale e narcisistica.

Lo zar Putin

Quindi, sempre nel campo delle ipotesi, saremmo di fronte a un disturbo narcisistico della personalità.

Sulla base  dei criteri diagnostici, inoltre, emerge il marcato senso di grandiosità e d’importanza di chi è affetto da un tale disturbo.  E tutti i #narcisi cercano il riconoscimento.

Si sentono o edificano un super ego?

Si sentono.  Ma sono comunque molto fragili, pieni di paure e insicurezze a causa delle quali strutturano questo meccanismo di difesa

Altro punto di queste personalità é il fascino del potere, unito al desiderio di essere compresi. Qualora ciò no avvenga, convinti della propria superiorità, considerano chi non é in grado di capirli come essere inferiore e cercano loro pari.

Ma ciò che indiscutibilmente prevale é il bisogno smodato di gratificazione.

Lo zar #Putin non si può dire che abbia una prestanza fisica rilevante

Indubbiamente il narciso ricerca il bello e quando riscontra di non esserne in possesso cerca elementi di compensazione. Infatti in alcune foto Putin si é fatto fotografare nudo, a cavallo, ostentando una prestanza fisica che non c’è e che rinchiude il cerchio del suo narcisismo.

Altro elemento del narcisista è lo sfruttamento. Il narcisista cerca di sfruttare, di utilizzare le persone, le situazioni, a suo bisogno.

Che dire della manipolazione della realtà? Vedasi l’utilizzo di termini  quali ‘operazione speciale’ per quella che é una guerra. Perché? E’ ricollegabile al narciso?

Sì. Il narciso ambisce al suo potere e, per raggiungerlo, distorce la realtà al fine di manipolarla a suo uso e consumo.

Questa negazione di guerra, anche nella terminologia, ci dà un segnale della sua personalità. Trasforma e distorce la realtà, appunto a seconda del suo bisogno.

Questa, ovviamente, é un’ ipotesi di lettura, supportata però da elementi inconfutabili. Ma il narciso fino a che punto può essere pericoloso? E’ un pazzo?

Se è offeso uccide, mentalmente. Talvolta anche fisicamente

Allora siamo di fronte alla paranoia? E che dire delle tante fobie di Putin?

Il narciso è consapevole della sua fragilità caratteriale, ma anche del potere da lui edificato. Si difende dalla sua insicurezza

Tra le tante fobie, pare che Putin sia anche ipocondriaco e che la sua personalità vada inquadrata nel contesto pandemico attuale, da lui vissuto molto male.

Altro fattore decisivo è l’incalzare delle vecchiaia. In ciò va inserito il traguardo dei 70 anni, da poco compiuti, che potrebbe, in qualche misura, spiegare la sua attuale rabbia. Come se si volesse inventare qualcosa che possa segnare l’ultimo suo decennio con un successo clamoroso.

Vuole, dunque, lasciare traccia di sé.

Non ritiene che covasse da tempo questo odio contro l’Occidente, scaturente da un nazionalismo esasperato e da una cultura antitetica alla nostra? Inoltre, clamorosamente, non ha risposto al Papa

Delirio di onnipotenza. Si sente superiore a tutti e legittima ogni cosa con la restaurazione di un antico impero, di un’antica gloria.

lo zar
Il sogno di un’antica gloria

Da questa lettura s’intravede una soluzione negoziale di questa crisi?

Ritengo solo dall’interno. Perché #Putin ha posto la cosa in maniera tale che non possano esservi soluzioni dall’esterno.

Per quanto attiene al suo atteggiamento nei confronti del Pontefice, non dobbiamo dimenticare altri elementi: l’arroganza, l’aggressività.  Tanto più pericolose perché affondano le loro radici nella sua infanzia.

Resta comunque un enigma?

Sì, anche perché non vuole farsi capire.

E che dire delle menzogne continue?

Rientra nella distorsione della realtà, tipica del narcisista. Ma deve essere una realtà che lo porti a riscrivere la Storia, anche a costo di spaventare, di terrorizzare.

Allora non ci resta che attendere l’epilogo, sperando che non sia catastrofico.

Il colloquio col dott. Matacchieri finisce qui. E, ringraziandolo per la sua preziosa ipotesi di lettura comportamentale dello zar, ci volgiamo verso il domani, sperando che la Storia non si pieghi alla follia.

#IrmaSaracino

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