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Ucraina, 100 giorni per vivere o morire

DiIrma Saracino

Giu 3, 2022
ucraina

Cresce sempre più l’amaro bilancio delle vittime della guerra in Ucraina, giunta ormai al traguardo dei 100 giorni

Incessante, logorante e assurda la guerra in Ucraina prosegue e, ormai giunta ai 100 giorni, sembra quasi non destare più scalpore. Le immagini sono quelle dell’orrore, della devastazione, mentre il mondo sembra quasi stanco , desideroso di vita e non di morte.

Uno squarcio di disperazione

Vivere, morire

Scene di #vita, di #morte, scene di orrori, destinati forse a rimanere impuniti, si susseguono in una quotidiana saga che porta quasi all’indifferenza. Eppure la #guerra é lì, in Europa, in quella terra così vicina. Un terra piegata , negata dalla ‘follia del potere’ che si traveste da ‘missione’ e annienta, uccide in nome di essa.

Facile per l’uomo girare il viso dall’altra parte e dimenticare una #guerra, difficile cercare la pace. Una pace che, nella storia degli uomini, é stata sempre un traguardo irraggiungibile, ammantandosi spesso di pseudo ed effimere giustificazioni.

Ed oggi questi 100 giorni ci parlano di crudeltà immotivate, di speranze di vita distrutte. Solo macerie e orsacchiotti intrisi di sangue.

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Scene di quotidiana follia

In Ucraina la #vita é ormai un attimo rubato al tempo, mentre la morte incombe spietata. Pronta a ghermire inermi, innocenti, colpevoli solo di essere nati ( almeno in una logica folle), nel posto sbagliato.

Quanto durerà?

Impossibile dare una risposta. Tutto é sottoposto al paranoico arbitrio di un uomo che sta cambiando il volto dell’Europa.

Il suono stridulo delle sirene é costante, continuo, messaggero quasi di quegli ultimi attimi di vita consumata nell’oscurità dei rifugi. Tutto scorre lentamente, eppure costantemente.

I russi avanzano inesorabilmente, uccidendo i civili, costringendoli alla fame e l’eco di un pianto di bimbo riempie l’aria, nel deserto della disperazione.

Putin, dal KGB al trono

Si spera che Putin, stranamente pronto a parlare con Kelensky, possa accontentarsi del Donbass e di quel territorio ucraino così faticosamente conquistato. Ma il governo di Kiev, come tutti gli ucraini, mostrano i pugni e dicono no alla perdita dei territori loro sottratti con la forza delle armi.

Quale dunque l’orizzonte di questa guerra dalle modalità medievali? Indubbiamente cupo e minaccioso.

#IrmaSaracino