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Caino e Abele, una lotta fraterna che continua

DiIrma Saracino

Giu 24, 2022
caino

Guerre, violenze di ogni genere sono la Storia di un’umanità sempre più vicina al Caino biblico.

Tra mito e verità il libro della #Genesi ci parla della storia di questa umanità lacerata, divisa. E Caino diviene simbolo di una fraternità perduta. Il fratello che uccide il fratello. L’uomo che cerca un suo spazio, un suo riscatto, soffocando l’altro nel sangue.

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Caino e Abele, la tragedia

Un mondo violento

Caino e #Abele. La #Storia dell’umanità inizia da qui, da questi due fratelli, protagonisti dei primi 16 versi del quarto libro della Genesi. Una Storia, intrisa di sangue , che culmina con l’omicidio del più fragile, #Abele, per mano di Caino.

Amore e morte, quindi, bene e male. Ancora una volta il conflitto perenne dei contrasti esplode in tutta la sua potenza e culmina nell’omicidio.

Caino uccide per rivalità e la sua violenza è l’espressione tangibile di una condizione di esclusione avvertita da tempo. E’ geloso del fratello che sembra prediletto da quel Dio da cui si sente trascurato. E la sua mano omicida si abbatte in un impeto di follia sull’inerme #Abele.

Un messaggio oltre il mito

Ma qual è, al di là del valore simbolico dei due personaggi, il vero significato di questa tragedia familiare? Forse il primo caso di cronaca nera della Storia dell’uomo? Semplice.

La convivenza umana nasce nel fratricidio esplicito, come nei miti dei fratelli, o dissimulato nelle vicende quotidiane di dolore e d’ingiustizia.

E la storia dei nostri giorni è infarcita di violenze atroci. Storie che ci lasciano annichiliti per la loro cruenza.

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No words for this imagine

Storie che annullano anche i più sacri legami dell’affettività. Tanti, troppi Caini che sconvolgono i già precari equilibri di un mondo in cui il Bene sembra soffocare, annullato dalla forza prorompente del Male.

Homo homini lupus?

Sulla scia di questi antichi miti che mettono in rilievo la scarsa disponibilità dell’uomo verso l’altro, ma soprattutto ci parlano della violenza come base del vivere sociale, sorgono tanti interrogativi.

Quesiti che trovano risposte concrete in una quotidianità dominata spesso dalla sopraffazione e che vede andare in frantumi talvolta anche l’antico e primordiale legame madre-figlio.

Interrogativi che nascono anche alla luce delle atrocità commesse con la legittimazione della guerra e che ci riportano l’uomo a uno stato di quasi ferinità.

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Le atrocità di una guerra

Domande, tante, soffocate dallo stupore, che annegano nel vortice dell’incertezza. Domande a cui saprà rispondere solo il futuro di questa che, ancora, chiamiamo umanità.

#IrmaSaracino