• Sab. Nov 26th, 2022

Halloween e la leggenda di Stingy Jack

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Legato alla festa di Halloween é l’uso di intagliare zucche. Ma pochi ne conoscono l’origine

Antiche leggende e tradizioni remotissime s’intersecano in una delle feste più estranee alla cristianità quale quella di Halloween. Una festa che riflette tutto lo spirito e il patrimonio culturale di un popolo, per certi versi, a noi ancora sconosciuto. Quello dei Celti.

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Croce celtica

E tutto lo spirito celtico, decisamente tribale, permane in questa festa che ha attraversato il tempo, caricandosi di nuove leggende e di racconti tramandati oralmente. Spiriti, morti e demoni, accompagnati ovviamente dalle fedeli streghe, ne sono i protagonisti.

Ma il filo conduttore é quel senso di liberazione che quasi legittima ogni trasgressività. Una sorta di sabba in cui il regno dei morti spalanca le sue porte e lascia intravedere una dimensione altra alla luce macabra delle #zucche illuminate.

Significato e origine delle zucche illuminate

Ciò che pochi sanno, comunque, é che l’origine dell’uso di intagliare #zucche, illuminate all’interno da una candela accesa, é strettamente legato alla leggenda irlandese di Stingy Jack. Comunemente chiamato Jack O’Lanterns. Un personaggio discutibile, astuto, tanto da ‘farla in barba‘ al diavolo.

Ma chi era Jack e perché il #diavolo scelse proprio lui, o meglio la sua anima, per esercitare il suo potere? La risposta é ovvia. Jack, di professione fabbro, non era certo un santo e, oltre alla sua tirchieria, era noto anche per le sue sbronze colossali.

E la storia comincia proprio da qui.

The legend

Tutto ebbe inizio in una notte di Halloween ( non se ne conosce il tempo), all’interno di un pub irlandese. Qui Jack incontrò il diavolo e gli chiese, ormai preda dell’alcol, di offrirgli da bere. Questi accettò di buon grado a patto che gli concedesse la sua anima.

Il fabbro accettò, ma pose una condizione: che il demonio si trasformasse in una moneta da 6 pence. Cosa che il diavolo fece prontamente.

A questo punto Jack, astutamente, pose la moneta diabolica nelle sue tasche, dove vi era anche una croce d’argento. Lo spirito del male rimase quindi intrappolato e dovette subire le condizioni dell’uomo. Avrebbe dovuto rinunciare alla sua anima per 10 anni.

Dieci anni dopo

Gli anni passarono e il #diavolo tornò alla carica. Un giorno, infatti, mentre Jack si aggirava per la ricca campagna irlandese, tornò a proporgli l’affare: vendergli l’anima. L’astuto uomo nuovamente accolse la richiesta, ma pose un’altra condizione: che il demonio salisse su un albero vicino per raccogliere un frutto.

Ma, mentre questi era sull’albero, Jack incise un segno di croce sulla corteccia dell’albero in modo che il diavolo non potesse scendere fino a quando non gli avesse promesso di non infastidirlo per altri dieci anni. Anche questa volta il Male ebbe la peggio.

La morte però sa scrivere la parola fine su ogni contesa e, così, arrivò anche per Jack il momento della sua dipartita.

Post mortem

Le cose non andarono meglio per il nostro fabbro nell’Al di là. Ovviamente cacciato dal Paradiso, bussò alle porte dell’inferno e qui, la sorpresa.

Il diavolo lo cacciò e lo mandò nella notte buia con solo un carbone ardente per illuminare la sua strada. Jack pose il carbone in una rapa scavata e da allora cominciò a vagare per la Terra.

La leggenda nel tempo

Da allora in #Irlanda e in Scozia le persone cominciarono a intagliare spaventose rape o patate, posizionandole sulle finestre o vicino alle porte per spaventare Stingy Jack e altri spiriti maligni.

Una tradizione che, a seguito di flussi migratori, fu portata negli Stati Uniti e in Canada, dove, in luogo delle rape, si cominciò a utilizzare le zucche. Frutto originario delle Americhe.

Poi, grazie anche all’evolversi dei contatti tra popoli, anche l’Italia aderì a questa festa non certo in linea con le caratteristiche culturali del Bel Paese.

E, così, nella notte di Halloween, il regno dei morti spalanca le sue porte nell’apoteosi del ‘cattivo gusto’.

#IrmaSaracino