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Malleus Maleficarum, best seller macabro

malleus

Scritto in latino nel XV secolo, il Malleus Maleficarum è un vero e proprio manuale per la caccia alle streghe

Pubblicato in Germania nel 1487, ad opera di due frati domenicani, Jacob Sprenger e Heinrich Kramer, il Malleus Maleficarum ( Martello delle #streghe) più che un libro rappresenta un vero e proprio punto di riferimento per l’individuazione di esse. Ma, in conseguenza del suo contenuto, mette a nudo anche il volto oscuro e cupo della Chiesa.

Una Chiesa sempre più ancorata a un crescente potere economico e politico  che, specie in Germania, sarebbe stata al centro, negli anni successivi, di vivaci polemiche e dissensi, culminati nella Riforma Luterana.

Un successo indiscutibile

Il #libro che, in breve, divenne un vero best seller dell’epoca,  si diffuse anche nel resto dell’Europa, devastata da un clima fortemente repressivo  e censorio. Un clima, determinato dalla longa mano di un Clero corrotto e avido,  che trovò nel tribunale dell’Inquisizione  la sua voce e la sua arma più potente.

Il Malleus, interamente scritto in latino, in breve diventò il #libro più letto dopo la Bibbia, almeno fino al XVIII secolo.

Ma per comprendere questo fenomeno letterario è bene inserirsi in un contesto storico che penalizzava fortemente ogni ventata innovativa e laica, sia nell’ambito del libero pensiero che in ambito scientifico.

Chi osasse confutare i dogmi, spesso assurdi della Chiesa, poteva minarne la stabilità ed era quindi da considerarsi eretico.

Migliore sorte non toccava certamente alle donne, penalizzate già nel testo biblico. E, sia che fossero altamente seduttive, sia che fossero brutte, venivano considerate potenziali streghe

Insomma la paura e il senso del peccato dominavano la scena, assoggettando le masse .

Individuazione delle streghe e rimedi

Più che di rimedi sarebbe lecito parlare di torture, spesso espressioni di menti lucidamente criminali. Torture alle quali era impossibile resistere al punto che spesso le malcapitate preferivano confessare una affiliazione demoniaca in realtà inesistente.

Ma come si poteva individuare una strega? Le metodologie, accuratamente descritte nel Malleus Maleficarum, erano varie e di certo fantasiose.

Prioritariamente si cercava il marchio del #diavolo, ovvero nei o voglie di forma inusuale, che, per l’occasione, venivano punti. E guai qualora non uscisse sangue! Ciò avrebbe rappresentato la prova della presenza del demonio nel corpo della donna.

In alternativa si ricorreva, come metodologia di individuazione, all’acqua. La malcapitata del momento veniva immersa in acqua con una zavorra. Si riteneva  infatti che l’acqua, simbolo di purezza,  avrebbe rifiutato una strega. Conseguentemente chi restava a galla era una strega, mentre chi affondava, era da ritenersi innocente.

Le pene

Tra le pene più gettonate vi era quella del rogo. I condannati venivano barbaramente arsi vivi dinanzi a una platea popolare molto vasta. Uno spettacolo davvero esaltante!

I dati che emergono da questo uso sono raccapriccianti. Si calcola che circa 3 milioni di persone siano state arse vive fino alla metà del’700.

Ma sembra, sia pure con pareri discordanti, che le donne fossero  vittime preferite dei tribunali civili, mentre l’Inquisizione sembra che si rivolgesse soprattutto agli ‘eretici, vera minaccia per il proprio potere.

Streghe alla riscossa

Il manuale, ancora disponibile, ai nostri giorni invece trova una realtà ben diversa. E, specie in questa notte di Halloween, dovrà spalancare le porte a demoni, streghe, e a tutto quel repertorio horror che si tramuta nell’attuale epoca in macabro ‘scherzetto’

#IrmaSaracino