• Ven. Mag 20th, 2022

Dura replica del Cremlino alle parole di Biden

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Botta e risposta tra Mosca e Washington. Dopo il discorso di ieri in Polonia di Biden, dura replica del Cremlino, mentre s’intensificano i bombardamenti sulle città al confine con l’Occidente.

Piovono bombe su #Leopoli e uno scenario desolante saluta il nuovo giorno di guerra in Ucraina, mentre cresce la tensione tra Mosca e Washington. Alla dura replica del #Cremlino alle parole pronunciate ieri da #Biden in Polonia, fa eco la risposta della Casa Bianca.

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La Casa Bianca

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden non ha chiesto un cambio di regime in Russia quando sabato ha affermato che #Putin “non può rimanere al potere“, ha dichiarato un portavoce della Casa Bianca. “ Ma intendeva preparare le democrazie del mondo a un conflitto più esteso”.

Queste le parole di un funzionario della Casa Bianca che ha preferito rimanere nell’anonimato.

Intanto, poco prima che #Biden parlasse quattro missili russi colpivano la periferia di Leopoli, a soli 60 km dal confine polacco.

Le voci della guerra

Tra incaute dichiarazioni che certo non agevolano le trattative diplomatiche e intimidazioni che rievocano strategie del passato, questa guerra si trascina nell’oceano della follia.

E, a farne le spese, sono i civili, ormai ridotti alla fame. Sono le migliaia di soldati russi, spesso poco più che bambini, mandati a morire da #Putin.

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Scene di ordinaria follia

Le immagini che arrivano dall’inferno fotografano l’assurdità di quella che Putin definisce ‘un’operazione militare’. Putin, il ‘macellaio‘, secondo la definizione di Biden. E si affievoliscono sempre più le speranze di una soluzione diplomatica di questo conflitto che potrebbe avere risvolti pericolosi.

Il discorso infuocato di Biden

Che Biden non brilli in diplomazia é ben noto a tutti, ma il suo discorso di ieri in Polonia ha infiammato ulteriormente gli animi, favorendo anzi la propaganda russa, volta a legittimare l’operato dello zar Putin.

Biden, infatti, con le sue parole fin troppo dirette, mirate a rafforzare la determinazione occidentale, ha inquadrato la guerra come parte di una storica lotta per le libertà democratiche. Poi, in conclusione, ha affermato: “Per l’amor di Dio, quest’uomo non può rimanere al potere”.

 Il #Cremlino ha replicato, dicendo: “Non spetta a Biden decidere. Il presidente della Russia è eletto dai russi”.

Una dura replica che si e é coniugata non soltanto in parole, ma anche in fatti, con l’intensificarsi dei bombardamenti.

Una ‘gaffe’ colossale

Poi, non contento, nella sua escalation emotiva, il presidente statunitense ha definito lo zar russo un macellaio, parlando anche di un conflitto che si protrarrà a lungo.

Parole che, a una prima lettura, sembrano suffragare le argomentazioni del #Cremlino che ha sempre visto nella Nato una minaccia per la Russia.

Parole che evidenziano anche la scarsa convinzione di Washington di una soluzione negoziale del conflitto.

Leopoli

Intanto Leopoli, importante città al confine con la Polonia, fino a ieri oasi di pace nella martoriata Ucraina, conosce una nuova realtà: quella dei bombardamenti. E la paura dilaga tra le centinaia di persone che hanno trovato rifugio in essa. Tra i suoi abitanti che, con occhi smarriti, assistono alla prova di muscoli tra Russia e Occidente.

Combattimenti

L’Ucraina continua a combattere in nome di quella libertà che le é negata, mentre le scene dell’orrore caratterizzano una quotidianità violata.

#IrmaSaracino