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La favola del soldato Adler

E’ ormai virale l’appello lanciato dal soldato Martin Adler sui social ed ha i contorni della favola, nell’orrore della guerra.

Una storia bellissima, commovente, quella del #soldato Martin Adler. Una storia che ha i toni e i contorni della favola. Sconvolgente , come solo sa esserlo la realtà della #guerra.

Una realtà in cui l’uomo dimentica spesso la sua umanità. E la vita, come la morte sono solo un bagliore che si perde nell’attimo di un tempo troppo veloce e sofferto. Lacerante come l’inferno della guerra.

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La guerra

Attimi sospesi al filo invisibile della speranza, immagini che scorrono in occhi che dimenticano anche le lacrime.

In questa tragica realtà l’uomo si muove disperato e, nel tempo successivo della memoria, ricerca persone, luoghi, perché le immagini riaffiorano. Incancellabili, come i ricordi.

Ed é proprio in questo contesto di morte che emerge la storia del #soldato Adler, combattente della 85ª Infantry Division Custerman.

La storia, la favola

Era l’autunno del 1944, in un’Italia lacerata dalle devastazioni e dagli orrori del II conflitto mondiale. Le forze alleate cercavano di liberare il Paese dai tedeschi e tutta la Nazione voleva quella libertà cancellata dal ventennio fascista.

Adler si trovava, con la sua divisione, nell’Appennino Tosco-Emiliano e il processo di perlustrazione dei luoghi procedeva capillarmente.

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La solitudine di un soldato

I tedeschi erano ancora presenti in quell’area e bisognava liberare anche i piccoli centri abitati da eventuali forze naziste. Si cercava casa per casa. L’odore del nemico era percepibile!

Ma, un giorno il protagonista di questa vicenda entrò in un’abitazione, unitamente ad un suo compagno e , forse, la sua vita cambiò.

I due militari sentirono strani rumori provenire da una cesta e subito si disposero a premere il grilletto. Ma una donna, una mamma si precipitò su quella cesta, supplicandoli di non sparare.

Con grande sorpresa dei due soldati da lì uscirono infatti tre #bambini. Nei loro occhi lessero la paura e, per un attimo, dimenticarono la #guerra.

Grande fu la commozione del momento, che fu immortalata da una foto che, in questi giorni, sta facendo il giro del web, ma anche dei giornali. Una foto che ritrae il nostro soldato, appena 20enne, con i tre piccoli. Un maschietto e due femminuccie.

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La foto del ricordo

L’appello

Da allora sono passati 70 anni, ma la luce che brillava negli occhi di quei bambini torna a illuminare i ricordi di Martin Adler, oggi 96enne.

Tante le domande, gli interrogativi dell’ex soldato: sono vivi? che ne é stato di loro? che hanno fatto nella vita?

Adler, che vive in Florida, grazie a un nostro giornalista: Matteo Incerti, ha lanciato l’appello sui social. Vorrebbe avere notizie di quei tre piccoli.

E, finora, tantissimi hanno risposto, mobilitandosi nella ricerca.

Il tempo della vita

Negli occhi di Adler scorrono le immagini dell’orrore. Di quel tempo in cui la sua giovinezza conosceva la morte, la devastazione e le lacrime scorrono sul suo volto, mentre la sua voce s’incrina nel ricordare la paura che lesse sui visi di quei tre bimbi.

La voglia di rivederli, di unirsi a loro nel ricordo di quei momenti terribili prorompe e affiora una considerazione: l’innocenza, in quell’occasione, ebbe la meglio sull’inferno e vinse la morte, il tempo.

#IrmaSaracino

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