Dal Belgio arriva la notizia del riconoscimento dello Stato di Palestina nel prossimo consiglio delle Nazioni Unite
E’ di questa mattina l’annuncio ufficiale, dato dal ministro degli Esteri belga Maxime Prevot in un post su X. Il Belgio riconoscerà, nel corso dell’Assemblea delle Nazioni Unite di settembre, lo Stato di Palestina.
Aumenta così la pressione internazionale su Israele e pone il Belgio al fianco di altre Nazioni, quali Australia, Gran Bretagna, Canada e Francia che hanno intrapreso azioni simili.
Immediata la reazione di Israele che non ha mancato di esprimere tutta la propria indignazione.
Le ragioni di tale decisione
Unendosi agli Stati firmatari della Dichiarazione di New York, il Belgio contribuirà attivamente alla tanto sospirata soluzione a due Stati, sì da stabilire una coesistenza pacifica con Israele. Questo l’obiettivo, messo in luce da Prevot su X, di una simile decisione.

Una decisione maturata alla luce degli orrori perpetrati da Israele sulla popolazione di Gaza, ma anche su quella della Cisgiordania. Orrori che rappresentano una vera e propria violazione del diritto internazionale.
Il riconoscimento avverrà nell’ambito di un’azione diplomatica congiunta, presieduta da Francia ed Arabia Saudita. Un forte segnale politico, dunque, mirato all’aperta condanna dell’espansionismo israeliano nei territori della Cisgiordania.
Un espansionismo che dura da decenni e che non trova legittimazione nel diritto internazionale.
Le dichiarazioni di Prevot, avvolte dal silenzio della Casa Bianca, mettono in rilievo la linea dura che il Belgio intende perseguire nei suoi rapporti con il governo di Netanyahu.
Le sanzioni
Sarebbero 12 le sanzioni che il Belgio imporrebbe a Israele, definite ‘ferme’. Tra esse spicca il divieto di importare prodotti israeliani, nonché una revisione totale delle politiche sugli appalti pubblici con aziende dello Stato ebreo. Ma é anche esplicitata la volontà di dichiarare i leader di Hamas persone ‘non gradite’ in Belgio.
Il Ministro belga ha altresì sottolineato la volontà della propria Nazione di contribuire in misura adeguata alla ricostruzione della Palestina, ma anche alla eliminazione definitiva di Hamas, nonché sarà notevole l’impegno nel combattere ogni traccia di antisemitismo.
Propositi lodevoli che comunque non trovano conforto nelle posizioni di altri Stati europei. L’Europa infatti appare sempre più divisa e, conseguentemente, poco concreta.
Vedremo quale sarà l’evolversi degli eventi nel prosssimo Consiglio ONU
Irma Saracino
