Chiusa la bella parentesi dei Giochi del Mediterraneo, a Taranto torna alla ribalta l’inciviltà di una larga fascia di abitanti
Appartengono ormai al passato i fasti vissuti dal capoluogo jonico nella indimenticabile parentesi dei Giochi del Mediterraneo. E Taranto si risveglia nel grigiore di una consuetudine di vita che ha ben poco di quella splendida immagine offerta al mondo.

Lontani i ricordi di una città che brillava di una luce diversa, rivestita a nuovo, ma soprattutto pulita. Ancora una volta la barbarie prende il sopravvento sulla civiltà!
Miseria e nobiltà
E, se una grossa fetta dei tarantini si ribella a tale mancanza di rispetto per il vivere civile, se l’amministrazzione provvede con solerzia al controllo delle strade e di quella raccolta dei rifiuti che dovrebbe essere differenziata, prevale l’incuria.
Prevale quell’indifferenza verso la propria città e verso gli altri che si esprime nel peggiore dei modi.
Le carte e le lattine vuote, decorate da una moltitudine di cicche di sigarette, fanno bella mostra di sé lungo i marciapiedi, incuranti di una moltitudine di mini cassonetti ditribuiti ovunque.
Inutile cercare di educare al senso civico questa massa che dilaga sempre più. Inutile ogni controllo, ogni servizio estremamente efficiente, il degrado torna a prendersi la scena.
Storia dei cassonetti di Taranto
Una Storia sofferta, tormentata, quella dei cassonetti della perla dello Jonio. Una Storia caratterizzata da numerose svolte e cambiamenti repentini, talvolta inefficienti, del sistema, ma che attualmente potrebbe avere finalmente una sua dimensione civile.

Potrebbe, certo, se a contrastare lo sforzo dell’attuale amministrazione non ci fossero coloro i quali sarebbero più idonei a vivere in un serraglio. Ignari o incuranti dei cambiamenti e di quello che chiamano igiene.
Capita così di vedere in pieno centro materassi dismessi ( non certo da parte degli extracomunitari) troneggiare di fianco ai nuovi cassonetti, unitamente ad ogni genere di rifiuti solidi e non.
Troppo scomodo infatti deporli all’interno degli appositi spazi, troppo scomodo telefonare ai netturbini preposti al ritiro dei rifiuti ingombranti.
Un ritorno al passato?
La bella Taranto sembra tornare a quell’immagine fosca e degradata che precedeva i Giochi. E cresce la rabbia dei tanti cittadini che cercano di dare una svolta a simili comportamenti.
Ma ogni tentativo naufraga miseramente nel mare dell’ignoranza e dell’inciviltà
Irma Saracino
