Sempre più drammatica la situazione a Gaza, dove continua l’avanzata dell’Idf israeliana, seminando morte e distruzione
Sono tante le voci, gli appelli che giungono da Gaza. Richieste d’aiuto, spesso inutili, coperte dalla coltre degli interessi dei potenti. Espressione di un’uindifferenza piegata alla logica del potere economico che impone alleanze strategiche, spesso calpestando i diritti civili, ma soprattutto il diritto alla vita di migliaia di innocenti.
Urla, grida di dolore per la perdita di un figlio. Volti segnati dalla disperazione di chi ha perso tutto. Rabbia dei medici, ormai impotenti a causa della mancanza di medicinali.
I racconti della sofferenza
Le voci sono spezzate, drammaticamente intrise di quel dolore che cerca una giustificazione. Ma non può esservi una giustificazione a un simile eccidio. I volti, anche quelli dei bambini, segnati dalla sofferenza e dalla fame.
L’inferno é lì, tra il fumo delle bombe che fanno crollare i sogni, la vita di un intero popolo. L’inferno circonda quelle madri costrette a partorire sulle macerie, perché gli ospedali sono in gran parte distrutti dalle bombe israeliane. L’inferno é lì in quel silenzio di una migrazione forzata che sa raccontare la tragedia.
E i racconti si fanno dolore, rabbia, angoscia. Gaza City é ormai inesistente, mentre Netanyahu e i suoi criminali al governo, incuranti delle reazioni internazionali, concretizzano il folle progetto di Trump, ma anche dell’estrema destra israeliana. Creare un business di milioni
Da Auschwitz a Gaza
Fino a questo momento sarebbero oltre 65.000, le vittime di tale crudeltà, ma é impossibile fare un bilancio concreto. Tanti infatti giacciono ancora sotto le macerie di una vita che non tornerà più.
Gli occhi del mondo seguono inebetiti questa catastrofe umanitaria, raccontata sui social dagli stessi protagonisti o da immagini che fotografano la tragedia.
Una tragedia che, per la sua efferatezza, rievoca un copione già scritto in passato nei lager dalla Germania nazista, ma rimasta nel silenzio. Taciuta, occultata, negata dagli stessi nazisti.
Oggi l’inferno é dinanzi a noi e scandisce la quotidianità di uno sterminio che non può più essere legittimato dall’efferato attacco di Hamas di quel 7 ottobre del 2023.
Il mondo s’indigna, ovviamente tranne Trump, e persino la nostra Giorgia nazionale definisce ‘sproporzionata’ la reazione di Israele. Un notevole passo avanti da parte della nostra amata leader.
L’UE si risveglia?
L’Ue, finalmente, prende posizioni contro Israele con sanzioni di carattere economico che potrebbero avere qualche risultato qualora vi fosse compattezza tra i 27 Stati membri di quella che appare più come un’aggregazione senza senso che una comunità coesa..
Intanto l’avanzata di Israele, anche in Cisgiordania, prosegue, incurante delle sorti degli ostaggi israeliani ancora in vita.
Che Netanyahu voglia garantirsi un posto nella Storia come uno dei criminali più feroci? La risposta ce la darà l’evolversi degli eventi.
Irma Saracino
