La Fame a GazaFoto senza copyright

La popolazione di Gaza continua a morire. Oltre alle bombe israeliane mietono vittime anche la fame, la sete

Il silenzio spesso può essere più colpevole di ogni altra azione, specie quando la vita di migliaia di innocenti si consuma tra le macerie dei ricordi, distrutti dall’ingiustizia e dalla sete di potere. Ed un silenzio pesante, ingombrante é caduto sulla popolazione di Gaza

Nella Striscia manca tutto, manca il cibo, manca l’acqua e le condizioni igienico sanitarie sono ormai inesistenti, tanti i bimbi soccorsi a seguito dei morsi di ratti.

Ma nessuno ne parla, mentre Israele inesorabilmente continua a colpire, a lanciare le sue bombe, e vieta l’invio di aiuti umanitari

L’appello del Papa

In questo silenzio stridulo, intriso forse di verità forse fin troppo scomode si le va la voce di Papa Leone

Un appello forte, quello del Papa, che mette a nudo una realtà troppo scomoda per molti, specie per quanti deprecano gli interventi di tutti gli attivisti che partecipano alla Flotilla.

Le parole denigratorie, rilasciate da qualche discutibile leader politico, sull’efficacia degli interventi di questi attivisti, cadono come macigni ingombranti sul cammino di quella che chiamiamo umanità e servono soltanto a creare quel muro di silenzio omertoso intorno ad una realtà che invece andrebbe denunciata ed arginata.

Bisogna fermare Caino, bisogna agire contro l’ingiustizia di chi uccide impunemente innocenti.

L’Appello dell’OXFAM

Come riportata poche ore fa dall’OXFAM, a Gaza é catastrofe umanitaria. Riporto di seguito l’allarmante appello dell’OXFAm, perché la sua voce non si perda nel silenzio dell’indifferenza!

Oltre 1 milione di persone, tra cui migliaia di bambini, stanno letteralmente morendo di fame, costretti a mangiare piante selvatiche.

Centinaia di migliaia di famiglie sono costrette a vivere in condizioni disumane, a bere acqua sporca e contaminata, con la costante paura di morire da un momento all’altro sotto i bombardamenti.

La situazione sanitaria è al collasso, con ospedali e strutture mediche che faticano a fornire cure essenziali, con strutture apparecchi, medicinali e personale assolutamente insufficienti per un numero di pazienti altissimo.

Oltre il 70% delle infrastrutture idriche e igienico-sanitarie sono state distrutte o danneggiate a causa dei bombardamenti israeliani e hanno lasciato la popolazione senza accesso a fonti di acqua pulita.

In questo momento, mentre le temperature aumentano, le strade sono invase di rifiuti e liquami, con migliaia i casi di epatite A, malattie gastrointestinali e respiratorie registrati nelle ultime settimane.

Quel che resta della vita

Questa é Gaza, questo é l’amaro bilancio dfi una catastrofe che si ammanta di legittimità, ma che falcidia bambini, donne, anziani.

Questa é quella che chiamano vita in una terra dove anche i ricordi sono sepolti sotto le macerie.

Irma Saracino