Taranto2026foto di I.Saracino

Con una cerimonia inaugurale densa di significati simbolici, ieri sera, nella cornice dello stadio Iacovone, al via Taranto2026

Coreografie mozzafiato, aderenti all’humus storico culturale di Taranto, giochi di luce sapienti ed un filo conduttore che si é fatto narrazione, cultura, storia. Questi, in sintesi, gli elementi che hanno caratterizzato la cerimonia inaugurale della XX° edizione dei Giochi del Mediterraneo. Si é alzato così il sipario, tra contestazioni e boati di approvazione, su Taranto2026.

Taranto-2026-cerimonia-inaugurale Taranto2026, dal Mito al Futuro
Foto di I.Saracino

Dal Mito al Futuro

Questo il tema della cerimonia che tra danze straordinarie, arricchite da costumi bellissimi, e performance canore discutibili, ha catturato il pubblico che ha gremito gli spalti di uno stadio dal rinnovato splendore.

Geniale la raffigurazione del mitico atleta di Taranto che dal passato é tornato a vivere, osservando i suoi successori. Con movenze sorprendenti, infatti, l’immagine si é fatta corpo ed ha assunto la dimensione sovraspaziale e sovratemporale del mito. Specie nel suo valore paideutico.

Il messaggio é stato chiaro, forte, nel corso di una cerimonia che ha visto la presenza di ben 26 Stati. Anche di quelli penalizzati da un processo migratorio inviso all’Europa. Pace, fratellanza, unione.

Per una volta Europa, Africa, Asia, si sono fuse, ciascuna con la propria identità culturale, nella sfilata che ha visto protagonisti gli atleti. Massiccia infatti la presenza di atleti turchi, come quella di nazioni europee, quali Francia e Spagna.

Tutte terre bagnate da un Mare che, nei secoli, ha rappresentato vita, scambio culturale e commerciale, oggi svilito invece a via della disperazione e della morte.

Da Taranto un volto nuovo del Mediterraneo?

Si spera di sì. Si guarda con malcelata ansia agli sviluppi futuri di questo evento che, oltre ad essere carico di messaggi di pace, rappresenta una speranza di ritorno allo splendore del passato di una città che piange ancora le sue ferite.

Taranto intanto é finalmente protagonista e il mondo scopre la sua bellezza, i miti nostalgici di un tempo che fu, le sue leggende, la sua cultura.

Insomma uno sguardo verso il futuro, attraverso l’esempio di un remoto passato

Tra applausi e contestazioni

Ma, se la cerimonia, malgrado il playback di Al Bano, e le canzoni napoletane della Brancale, ha esaltato il pubblico, non si può dire lo stesso per la presenza di alcuni nostri rappresentanti istituzionali.

Malessere esistenziale, visione distorta di una realtà celata alle masse? Chi può dire quale sia la motivazione. Sta di fatto che ieri sera se la presenza del Presidente Mattarella ha scatenato un’ovazione da parte del pubblico tarantino, non si può dire lo stesso della nostra leader Giorgia Meloni.

La sua presenza, infatti, non ha incontrato i favori di una larga fascia del pubblico, in più occasioni. Un malcontento che si é espresso con sonori fischi, ovviamente mitigati sia dai conduttori RAI che da un certo tipo di stampa.

Ma il mondo va così e la signora Meloni paga il prezzo di una celebrità, da lei così faticosamente cercata e costruita.

Irma Saracino

Lascia la tua opinione